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Lavoro nero: spezziamo la catena

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Uploaded by on Sep 15, 2010

Filmato della Centrale Sindacale Unitaria proiettato il 16 Settembre 2010 in occasione della serata pubblica di denuncia e proposta sul lavoro nero e sulla sicurezza.
Il lavoro nero è la faccia oscura della crisi: quest'anno gli ispettori del lavoro hanno trovato 290 lavoratori irregolari. Mentre il bilancio di cinque anni di lavoro ispettivo con 18.467 controlli ha scovato 607 lavoratori in nero.
Una tale sproporzione fra questi dati si spiega solo con la profonda crisi che in questi mesi sta attraversando San Marino.
Negli ultimi cinque anni, è il settore dei servizi che fa registrare il numero più alto di contestazioni, con 488 aziende interessate e circa 300 lavoratori in nero individuati, segue il commercio con 279 denunce e 225 lavoratori non in regola.
Nelle aziende industriali, a fronte di 107 ingiunzioni, sono stati individuati 114 casi di lavoro irregolare. Nell'edilizia le cifre sono simili con 91 contestazioni e 98 lavoratori in nero.
I numeri relativamente bassi registrati nelle fabbriche e nei cantieri sollevano un dubbio. Sono comparti virtuosi oppure è più facile occultare le irregolarità?
Il lavoro nero minaccia la sicurezza, spezziamo la catena.
Le statistiche dicono che gli infortuni sono in calo, soprattutto dalla fine degli anni '90, da quando è entrata in vigore la legge quadro sulla sicurezza.
Negli anni '90 si è registrato una media di quasi un morto sul lavoro ogni anno, mentre negli ultimi 10 anni, con quattro decessi, il fenomeno è diminuito. Ma i recenti e drammatici infortuni sul lavoro hanno provocato tre morti, tutti e tre i lavoratori erano in nero e addirittura due nella stessa azienda.
Nonostante i passi in avanti sul fronte normativo e sul numero degli infortuni, non c'è dubbio che il lavoro nero è alla radice dell'insicurezza e quindi queste tragedie non sono figlie della fatalità o di un destino impietoso.
Dobbiamo tutti fare ancora di più.

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