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«L'Oro della Camorra» a Napoli, la presentazione del libro di Rosaria Capacchione pt. III

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Uploaded by on Jan 14, 2009

Tutti i diritti riservati ©.
Inizia qui: http://it.youtube.com/watch?v=4PJTnb44kt0
E qui: http://it.youtube.com/watch?v=-iOitvd64HU

Presidiata dai carabinieri, affollata di persone. Si presentava così la Feltrinelli di piazza dei Martiri nella serata di ieri, in occasione della presentazione a Napoli dellOro della camorra (12 euro, edizioni Rizzoli) di Rosaria Capacchione. Il libro della giornalista che dal marzo 2008 vive sotto scorta e da 24 anni si occupa delle cronaca nera e giudiziaria, degli omicidi e delle violenze di un angolo del casertano ormai famoso in tutto il mondo. Portato alla ribalta dal successo editoriale di Gomorra, scritto da Roberto Saviano nel 2006 e poi trasformato in opera teatrale, infine trasposto sul grande schermo con la regia di Matteo Garrone.

Meno narrative nella struttura e più vicine ai canoni dellinchiesta giornalistica sono le pagine della Capacchione, segnate dalla storia dellascesa economica e militare del clan dei casalesi, raccontate senza ombra di retorica da una delle firme di punta del «Mattino». La ricostruzione dei traffici, delle storie criminali (nonché criminalmente personali), i tentativi di arrivare con i guadagni delle attività illecite ai piani alti della finanza dei casalesi vengono raccontati nel libro. Di pari passo con le inchieste della magistratura. Ci sono Bardellino, Iovine, Zagaria, Schiavone, manca Giuseppe Setola tra le pagine dellOro della camorra, che da latitante lascia dietro di sé in una fuga fortunosa una copia del libro, giusto due giorni prima della presentazione napoletana. E che dai carabinieri viene arrestato oggi, il giorno dopo, per la soddisfazione di Franco Roberti, capo della Direzione distrettuale antimafia, seduto a fianco della Capacchione come relatore dellappuntamento in libreria. Insieme pure al giudice per le indagini preliminari di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Piccirillo e al direttore del «Mattino», Mario Orfeo.

Tra il pubblico gli amici, i conoscenti e i colleghi, ma soprattutto la gente comune, gli estimatori di una donna umile, forte e terribilmente ironica, come Rosaria Capacchione. Pronta a scartare la pioggia di domande ovvie sulle difficoltà di una vita sotto scorta e sul perché delle minacce ricevute con disarmante semplicità: «Era meglio prima». Oppure: «Perché ce lhanno con me? La moglie di Schiavone diceva che volevo rubargli il marito». Infine un dubbio lasciato a mezzaria, scaturito da un intervento di Roberti e un interessante interrogativo seguito alle domande di alcuni giovani presenti in sala riguardo la misteriosa fine di Antonio Bardellino, uno dei primi capi del clan casalese. È veramente morto? Secondo diverse fonti morì nel 1988 in Sudamerica, ucciso da Mario Iovine a causa di una faida interna. Dice la Capacchione: «Una sola cosa è certa, Bardellino è scomparso e visto che il corpo non è mai stato ritrovato è possibile pure sia vivo».

Sdd

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  • il clan Iervolino era l'unico clan che riusciva a parlare con i delfini; il clan Bertolaso se ne e' andato con i soldi pubblici in tasca e non ha risolto nulla; il clan Bassolino era specializzato nel rubare i portafogli col denaro pubblico dentro senza farsene accorgere; il clan di Bassolino si faceva dare il passaggio dai camion per la munnezza quando doveva andare in Parlamento a consegnare i pizzini agli altri affiliati.

  • Ma del clan dei Bassolinio nessuno parla? Eppure e' un clan cosi' importante, ha fatto tanti reati: appalti , ecomafia, denaro pubblico rubato ai cittadini e messo nelle tasche del capoclan, emergenze sociali, emergenza spazzatura per rubare i soldi dei fondi europei; eh si un clan davvero organzzato: rubava i soldi dei cittadini e se le mettevano in tasca. Bassolino poi e' un capo clan talmente timido che non ha voluto nemmeno la televisione durante il processo; si faceva russ po' scuorn

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