Damiano Damiani- M.Placido Pizza Connection 1985- Piana degli Albanesi

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Uploaded by on Jul 18, 2011

Scene girate a Piana degli Albanesi.
PIZZA Connection ovvero Caino e Abele nel regno della Piovra. La mafia estende i suoi tentacoli fino a uno squallido "snack" dove Mario il palermitano smercia la peggiore pizza di New York. Ma è solo un' attività di copertura, in realtà lui è un killer; e quando l' organizzazione lo rispedisce in Sicilia per preparare un attentato al Procuratore capo della Repubblica, Mario vorrebbe mettere in squadra anche il fratellino Michele che sotto le armi ha imparato a sparare. In aperta campagna, presso Piana degli Albanesi, un cavallo bruca tranquillo l' erba; Mario ordina a Michele di ucciderlo e al suo rifiuto sbotta: "Se non sei capace di ammazzare un cavallo non sarai mai capace di ammazzare un uomo". Torna Damiano Damiani, il cineasta mafiologo di Il giorno della civetta e Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica. Ha sempre la grinta del regista d' azione formatosi sui classici di Hollywood, bravo a mescolare fatti di sangue con storie d' amore e di famiglia. Più romanzesco di Rosi e meno intellettualistico di Petri, è capace di imprevedibili finezze e sa puntare senza esitazioni al cuore del pubblico come ha fatto in Tv con La piovra. Scrivendo con altri Pizza Connection ha però peccato di generosità mettendo troppa carne al fuoco. Il film sarebbe stato perfetto se si fosse limitato a raccontare la solitudine dell' assassino a pagamento, pedinando Michele Placido con l' occhio di Jean-Pierre Melville quando seguiva Alain Delon in Frank Costello, faccia d' angelo. Anche per merito di Placido, maturato fino a conquistare una grande autorità di interprete, tutto ciò che riguarda Mario ha l' intensità e incisività delle cose riuscite. Ma Pizza Connection racconta anche le storie del fratello Michele (l' americano Mark Chase) al bivio fra il bene e il male, della quindicenne Cecilia (Simona Cavallari, un volto bellissimo) prostituita a forza dalla madre Amanda (una forte Ida Di Benedetto); e come se non bastasse si fa spazio perfino all' intimo affanno del Procuratore (Massimo de Francovich), tormentato da tardivi dubbi sull' onestà del padre scomparso. Per fortuna un ritmo incalzante sbroglia quasi sempre il racconto dagli impacci delle storie sovrapposte, le scene di violenza sono girate impeccabilmente e certe immagini sfidano la crudeltà del telegiornale: il getto d' acqua che lava il sangue dalla sagoma dell' uomo ucciso al mercato del pesce disegnata col gesso sul selciato, l' orrendo spettacolo degli uomini carbonizzati nell' attentato. Il regista ha avuto la mano felice nella scelta degli attori siciliani di contorno (bravissimo Mimmo Gennaro nella parte del mafioso che aggancia il protagonista). E ogni tanto c' è anche qualcosa che va oltre la pennellata di colore, un sentimento più profondo e inquietante della tragedia italiana: quando all' improvviso i personaggi lanciano al pubblico, proprio guardando la macchina, sguardi che sembrano una richiesta disperata d' aiuto. Rispetto ai precedenti film sulla mafia in Pizza Connection, tipico romanzo dei nostri anni, c' è una nota di disperazione in più: la consapevolezza (ormai rassegnata?) dell' impossibilità dell' innocenza in un mondo fatto così. al cinema Metropolitan di Roma - di TULLIO KEZICH

Category:

Film & Animation

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