ISABELLE HUPPERT A ROMA
Interprete di straordinaria intensità, musa di alcuni dei più grandi registi della sua generazione, Isabelle Huppert è una vera e propria leggenda del cinema, con una carriera che conta ormai quasi cento titoli e 40 premi ricevuti in tutto il mondo. Fresca di nomina a presidente della giuria del prossimo Festival di Cannes, l'attrice è sbarcata a Roma insieme alla regista Ursula Meier per presentare il suo ultimo film, HOME, distribuito da Teodora Film a partire dal 23 gennaio. Frammenti dalla conferenza stampa del film a Roma venerdì 16 gennaio alla Sala Torlonia dell'Hotel De Russie.
ISABELLE HUPPERT
Considerata una delle più grandi attrici viventi, Isabelle Huppert ha collezionato in oltre 35 anni di carriera decine di premi internazionali, incluse due Palme dOro a Cannes (per Violette Nozière nel 1978, e La pianista, nel 2001), due Coppe Volpi a Venezia (Il buio nella mente, 1995, Un affare di donne, 1988, oltre un Leone speciale alla carriera nel 2005), un Orso dOro a Berlino (8 donne e un mistero, 2002), senza dimenticare le 14 candidature ai César (e un premio vinto), due premi agli European Film Awards, due David di Donatello e un BAFTA.
Cresciuta a Ville dAvray, vicino Parigi, dopo gli studi al conservatorio e diverse esperienze sul palcoscenico esordisce sul grande schermo nel 1972 con I primi turbamenti (Faustine et le bel été), a cui fanno seguito da subito una serie di collaborazioni con i più importanti autori francesi dellepoca: É simpatico, ma gli romperei il muso (César et Rosalie, 1972, di Claude Sautet), Spostamenti progressivi del piacere (Glissements progressifs du plaisir, 1974, di Alain Robbe-Grillet), I Santissimi (Les Valseuses, 1974, di Bertrand Blier), Il giudice e lassassino (Le juge et lassassin, 1976, di Bertrand Tavernier), La merlettaia (La Dentellière, 1977, di Claude Goretta), I miei vicini sono simpatici (Des enfants gâtés, 1977, sempre di Tavernier).
Il primo grande riconoscimento internazionale arriva tuttavia con Violette Noziére (1978), che non solo la porta a vincere la Palma dOro a Cannes, ma inaugura anche un prezioso sodalizio con Claude Chabrol, tra i primi a saper sfruttare a fondo la capacità della Huppert di essere a suo agio in ruoli sofferti e morbosi, ai limiti della follia: in seguito, il regista la vorrà con sé anche per titoli celebri come Un affare di donne (Une affaire de femmes, 1988), Madame Bovary (1991), Il buio nella mente (La Cérémonie, 1995), Rien ne va plus (1997), Grazie per la cioccolata (Merci pour le chocolat, 2000), fino allultimo La commedia del potere (Livresse du pouvoir, 2006).
Dopo aver lavorato con un altro mostro sacro del cinema francese come Godard (Si salvi chi può... la vita, 1980, Passion, 1982), e dopo una trasferta a Hollywood per lo sfortunato capolavoro di Michael Cimino, I cancelli del cielo (Heavens Gate, 1980), Isabelle Huppert diventa una delle muse predilette del cinema dautore europeo, offrendo interpretazioni di altissimo livello in film come La storia vera della signora dalle camelie (1981, di Mauro Bolognini), La Truite (1982, di Joseph Losey), Storia di Piera (1983, di Marco Ferreri), Dostoevskij - I demoni (Les Possédés, 1988, di Andrzej Wajda), La vengeance dune femme (1990, di Jacques Doillon), Le affinità elettive (1996, dei fratelli Taviani), Lécole de la chair (1998, di Benoît Jacquot), La vie moderne (2000, di Laurence Ferreira Barbosa), Comédie de l'innocence (2000, di Raoul Ruiz).
La consacrazione definitiva dellattrice risale al 2001, quando uninterpretazione di stupefacente intensità ne La pianista (La pianiste, di Michael Haneke), le dà una seconda Palma dOro. Dopo la parentesi giocosa di 8 donne e un mistero (8 femmes, 2002, di François Ozon), la Huppert torna a ruoli difficili e tormentati con Il tempo dei lupi (2003, Le temps du loup, sempre di Haneke), Ma mère (2004, di Christophe Honoré), Gabrielle (2005, di Patrice Chéreau), ma sempre senza disdegnare parti più leggere, come nel sorprendente I Heart Huckabees (2004, di David O. Russell) o partecipazioni a progetti dautore a basso costo come Médée miracle (2007, di Tonino De Bernardi).
Oltre Home di Ursula Meier, i suoi ultimi film, tuttora in post-produzione e di prossima uscita, sono White Material, di Claire Denis, e Des parents formidables, di Jean-Marie Poiré.
Quando è stata a Roma?
garysan999 3 years ago
un mese fa, circa.
sentieriselvaggi 3 years ago