"Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E' l'immagine della rivoluzione cristiana che ha sparso per il mondo l'idea dell'eguaglianza tra gli uomini fino allora assente". Natalia Ginzburg
In Italia il Consiglio di Stato nel 2006 aveva già ritenuto legittime le norme che prevedono l'esposizione del crocifisso nelle scuole, affermando che questo non assume valore discriminatorio per i non credenti perché rappresenta 'valori civilmente rilevanti e, segnatamente, quei valori che soggiacciono e ispirano il nostro ordine costituzionale'.
La sentenza della Corte di Strasburgo, con l'intento di voler tutelare i diritti dell'uomo, finisce per mettere in discussione le radici sulle quali quegli stessi diritti si fondano, disconoscendo l'importanza del ruolo della religione - e in particolare del cristianesimo - nella costruzione dell'identità europea e nell'affermazione della centralità dell'uomo nella società.
Il no della sentenza confonde la neutralità dello Stato di fronte a religioni diverse con la neutralizzazione di qualsiasi riferimento alla dimensione religiosa e spirituale all'interno dello spazio pubblico. Una concezione della neutralità che impone l'eliminazione di un simbolo religioso... piuttosto che aprire il dialogo alla comprensione e alla tolleranza che caratterizzano il pluralismo, si trasforma in negazione di questa stessa libertà finendo per escludere la dimensione religiosa.
Imporre a uno Stato di togliere un simbolo religioso che è parte integrante della storia, della cultura e della tradizione di un Paese, implica un giudizio negativo sul valore del simbolo stesso e rappresenta una violazione della libertà religiosa.
Bisogna domandarsi se la semplice presenza del Crocifisso turbi la coscienza di un non credente o se non è piuttosto la pretesa di toglierlo che manifesta l'intolleranza alla dimensione religiosa.
Nella misura in cui non ponga in essere comportamenti manifestamente lesivi del diritto di credere o non credere, ogni Stato è libero di regolare come meglio ritiene, in funzione delle sue specifiche storiche, culturali e sociali, il rapporto tra lo spazio pubblico e la dimensione del sacro.
"Il Crocifisso è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l'umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente. In particolare è grave voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale dell'importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana". Padre Federico Lombardi
"Il buonsenso ha finito per essere vittima del diritto. L'esposizione del Crocifisso non è offensiva per nessuno". Samuele Bersani
"Sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica. Nel crocifisso si condensa gran parte della storia italiana, in esso si riassume una sensibilità diffusa e presente non solo nei credenti, ma anche nei non credenti. In quanto icona dell'amore, della donazione gratuita di sé e della violenza estrema cui può soccombere l'innocente, quando le forze del male lo aggrediscono, il crocifisso è un simbolo universale, non confessionale". CEI
"La laicità delle istituzioni è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana". Gianfranco Fini
"Un'altra manifestazione dell'emarginazione della religione e, in particolare, del cristianesimo, consiste nel bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto nei confronti di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono. Agendo così, non soltanto si limita il diritto dei credenti all'espressione pubblica della loro fede, ma si tagliano anche radici culturali che alimentano l'identità profonda e la coesione sociale di numerose nazioni. L'anno scorso, alcuni Paesi europei si sono associati al ricorso del Governo italiano nella ben nota causa concernente l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici. Desidero esprimere la mia gratitudine alle Autorità di queste nazioni, come pure a tutti coloro che si sono impegnati in tal senso, Episcopati, Organizzazioni e Associazioni civili o religiose, in particolare il Patriarcato di Mosca e gli altri rappresentanti della gerarchia ortodossa, come tutte le persone - credenti ma anche non credenti - che hanno tenuto a manifestare il loro attaccamento a questo simbolo portatore di valori universali". Papa Benedetto XVI - 10 gennaio 2011
18 marzo 2011
L'Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo l'ha assolta dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche.
18 marzo 2011
Crocefisso in aule, Italia assolta
Vinta la battaglia a Strasburgo con l'assoluzione dall'accusa di violazione dei diritti umani !!
scatenate 10 months ago