Pieter Bruegel (ca. 1525 -- 1569) fu un pittore fiammingo della prima metà del Cinquecento. È generalmente indicato col nome di Pieter Bruegel il Vecchio per distinguerlo da suo figlio primogenito, Pieter Bruegel il Giovane. Il suo secondo figlio fu Jan Bruegel il Vecchio, anch'egli pittore.Il maestro morì nel 1569; la salma fu inumata nella chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, a Bruxelles, città dove visse per quasi tutta la sua vita..
Bruegel ci ha lasciato circa una settantina di opere pittoriche, malgrado la sua attività si sia svolta nel corso di una vita relativamente breve.
Il resoconto di questo banchetto nuziale di contadini, quindi, oltre che elevata espressione d'arte, è una testimonianza autentica della loro vita reale: degno d'essere osservato e goduto nei dettagli.
IL PRANZO NUZIALE :
C'è smania di festa nel villaggio. Gli sposi li conoscono tutti; ma non si può invitare tutti a godere della lieta compagnia e d'un bel pasto ad ufo. Davanti all'uscio c'è pure un tipo con cappello; che tiene a bada i curiosi e lascia solo passare l'ultima derrata. Bruegel ed il suo amico Frankert per intrufolarsi nel banchetto mentono spudoratamente; ed in arnese villereccio, con un dono in mano, si dichiarano parenti lontani dello sposo. Del resto, all'epoca dei fatti, in Fiandra nel 1568, la vita d'ogni giorno è grama: la fame corre per le strade; la Riforma lascia crepe e conflitti tra la gente; e le soldatesche spagnole del Duca d'Alba seminano il terrore nei borghi. Finanche l'antica nobiltà del luogo, che s'oppone ai soprusi e chiede solo tolleranza, viene marchiata con l'epiteto infame di gueux (straccioni). Qualsiasi momento di svago da tanta crudezza è quindi il benvenuto; ed ogni occasione è buona per stare finalmente insieme in libertà, tra la propria gente. Deve pensarla così anche quel piccione; che se ne sta pacioso ad osservare tutto; posato su una gerla, sospesa sopra l'uscio.
La sala del convito non è delle migliori: è poco più d'un granaio. Ma toglie il freddo della strada ed allontana la secca solitudine. Bruegel rimpiazza le campate classiche delle tele manieriste con le campate rustiche di questo vociante interno: composte d'un ordito di legname, rinserrato fino al tetto di balle di fieno. La cortesia dei parenti e degli amici -- s'indovina -- ha provveduto pure un modesto addobbo alle pareti.Dopo il dossale d'una panca, sul quale sono affissi fogli imperscrutabili (icone della vergine, stralci di lunario, bollettini di guerra); segue un pallio pretenzioso, agganciato a due forconi. E viene, quindi, un bel fascio di grano, inforcato ad un rastrello: il colore e l'odore dei giorni di lavoro. Unico emblema di chi tarda la sera sui campi; e dai campi soltantotrae di che vivere.Ma, in mezzo a tanta gente che già mangia e si diverte, vediamo di trovare i festeggiati: lo sposo e la sua sposa.
Ed eccola, la sposa. Se ne sta tutta compresa sotto il pallio; da cui pende l'insolita corona che le gravava il capo durante la cerimonia. Ha un'aria sognante e imbambolata; di chi medita un futuro pieno di promesse ma insidiato pure d'incertezze. Le stanno a fianco i vecchi genitori: la madre, di loquace senso pratico; ed il padre, smarrito e infreddolito.
Lo sposo dev'esser certo quell'uomo in primo piano. o si direbbe dal piglio con cui dispensa vivande ai commensali: già quasi padrone di casa e signore assoluto della mensa.
La sua veste sembra essere poco discosta dall'ordinario; e certo meno rassettata della sua compita moglie. Ma non c'è tempo per queste occupazioni; per chi, già l'indomani, lasciato caldo il talamo, deve tornare ai campi e faticare. Sarà felice la loro vita futura? Riuscirà quell'uomo spiccio a colmare i sogni della sua consorte? Questo, neanche Bruegel l'ha mai saputo.
La tavolata è un campionario della gente del villaggio. Sopra panche e sopra trespoli, che sanno ancora di tronco, sono seduti alla rinfusa uomini e donne, vecchi e bambini. C'è chi beve a garganella, chi si porta il piatto in mano, chi discute col vicino e chi reclama ancora da bere. Schiene larghe e deretani; e visi caricati dall'ebbrezza del convivio. Il servizio è dispensato da un paio di garzoni -- uno dei quali porta un mestolo nella falda del cappello -- i quali recano vivande sul battente d'una porta scardinata. Deve pesare più il vassoio che le portate, a giudicare dalla curvatura che prendono gli assi di sostegno. Defilati all'angolo, ci sono pure due ospiti di rango: un frate col suo saio ed un uomo, ch'è una birba, in velluto nero trapuntato e spada al fianco. Questi, nonostante il grado, s'acconcia di sedersi sopra un tino rivoltato; e tiene un cane dal muso aguzzo tra le gambe.
Il menu del banchetto dispone d'un solo piatto unico: ma nutriente e appetitoso. I filologi del gusto dicono trattarsi d'una focaccia di farina di mais, uova ed acqua. Infornata e indorata, veniva servita calda; ricoperta di quella crema di formaggio bianco che si nota nelle ciotole d'accompagnamento.
fantastico...
elegante...eccezionale...
grande pittore...
meraviglioso video impostato con tanta grazia,
le note accarezzano la tela dolcemente,
ogni particolare viene immagazzinato con grande emozione,
complimenti al grande regista Giuliano,
francesco.-
zaza90100 1 month ago in playlist Altri video di giulianopietra
@zaza90100
ogni tanto mi piace descrivere un quadro a modo mio,
sono felice che l'idea ti sia piaciuta,
Grazie Giuliano
giulianopietra 1 month ago
Wonderful! I always love the way you reveal a painting - so clever!
AstralFlyer1 2 years ago
Grazie!
Giuliano
giulianopietra 2 years ago
Exelente !
bellinivernon 2 years ago
Molte Grazie amico Argentino,
Giuliano
giulianopietra 2 years ago