MUSICA CONTINUA | live improvisation | 2011

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Uploaded by on Dec 18, 2011

NOSTRO GRUPPO ESTEMPORANEO
in
MUSICA CONTINUA

Benedetto Fanna (pianoforte, fisarmonica, voce)
Kapitan Mikonos (basso, chitarra, sintetizzatore)
Diego Mazzoni (batteria)
Giuseppe Savino (trombone)
Maurizio Chiantone (contrabbasso)

riprese video: Andrea Bove | Blucode Lap

Dalla "lettera aperta" di Paolo Sinigaglia a tutti i musicisti:

La Nostra Etichetta Discografica (NED) si propone di promuovere e di tutelare a tutti i livelli i musicisti che si occupano - o che per una qualunque ragione se ne volessero occupare - di musica estemporanea. Nella difficoltà di definire il termine "musica estemporanea" è nostro proponimento riaprire un serrato dibattito sulle questioni che hanno portato diversi musicisti a dedicarsi quasi esclusivamente a questo modo di fare musica. Da parte nostra siamo convinti che la libera espressione della musica, quindi completamente slegata da catene storicizzate, da vincoli di carattere economico o di mercato, da inutili tentativi volti a riproporre un qualsiasi "genere" musicale, da pesanti infiniti corsi di formazione, passi evidentemente attraverso la completa eliminazione di linguaggi predefiniti. Per rendere possibile questo è necessario uno "svuotamento" profondo della personalità musicale dell'individuo che intende procedere in questa direzione. Sarebbe forse sufficiente una "dimenticanza" voluta e ricercata della musica ascoltata od eseguita il giorno prima per ritrovare con il proprio strumento e con se stessi un rapporto di continua rigenerazione che porterebbe inevitabilmente ad una freschezza assolutamente incontrollabile. Un'altra definizione possibile di musica estemporanea, data e discussa da innumerevoli e valorosi musicisti, è quella della commistione ai limiti della legalità tra le parole improvvisazione e composizione. I due termini sono troppo vincolati ad un portato storico che ne definisce un modo di fare musica: il primo è caratteristica quasi esclusivamente jazzistica, il secondo si riferisce ad un supporto cartaceo che nulla ha a che fare con l'estemporaneità. Perciò non la riteniamo valida ai fini di una più ampia concezione di musica estemporanea. Diremo piuttosto che una musica così concepita si auto-crea; il musicista si pone come tramite di una forza della natura quale è il suono. In questa fase il risultato non è la cosa più importante. Sarà sufficente difendersi dagli attacchi della tonalità, dalla pulsazione regolare del ritmo, dalle citazioni, dalla forma, e da quant'altro possa risultare nocivo ad un'espressione liberata e svincolata da schemi preordinanti per ottenere una visione della direzione. Quindi una musica non convenzionale, non convenzionata né tantomeno tecnocratica. Alla portata di tutti coloro i quali vogliano interderne il senso e il significato. I termini pratici della costruzione e diffusione della musica estemporanea portano in sé diverse contraddizioni da risolvere: la realizzazione di un disco contraddice il concetto di non-riproducibilità che è alla base di questa musica. Aggireremo l'ostacolo proponendo che le registrazioni vengano effettuate in luoghi dove sia presente un minimo di pubblico partecipante all'azione e magari aggiungeremo al supporto sonoro un supporto visivo. Non chiameremo il prodotto "prodotto" ma semplicemente documento, la cui utilità sarà finalizzata non alla sua esaltazione ma alla diffusione di questa concezione e di questo modo di fare musica. Noi non cerchiamo alcuna collaborazione, ma semplicemente persone con sentimenti di lealtà e di rinnovamento nei confronti della musica, che con spirito di vera solidarietà e tolleranza ci aiutino a diffondere il principio della libera discussione attorno a queste tematiche, e del diritto a manifestare le proprie controtendenze nel tentativo di risollevare le sorti di una attività culturale di fondamentale importanza quale è la musica. Purtroppo, ed anche nella musica estemporanea, siamo costretti a definire una netta linea di demarcazione fra musicisti "consumati" e musicisti "da non consumare". Per questo l'etichetta si rivolge soprattutto ai giovani nella speranza che tutto questo li possa aiutare a trovare un modo di esprimersi non "coatto" nè mistificato dall'enorme influenza della società circostante.

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