La Squadra Mobile di Reggio Calabria e gli agenti del commissariato di Polistena si sono mossi all'alba contro le cosche della 'ndrangheta che operano nella zona di Cinquefrondi, Giffone e Cittanova, per eseguire dieci provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria per associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione. Uno dei fermi è stato eseguito anche in Valle d'Aosta. Il gruppo avrebbe taglieggiato ed imposto la guardiania abusiva a numerosi commercianti di legname che operano tra l'Aspromonte e le Serre vibonesi. Ma la giornata nel reggino ha offerto anche altre sorprese: numerose armi da guerra sono state scoperte dagli agenti del commissariato di Gioia Tauro, nel corso di una perquisizione, a Rosarno, nell'abitazione di Salvatore Bonfiglio, 34 anni, già noto alle forze dell'ordine, adesso ricercato, e della moglie Maria Antonia Mileto, 27 anni, posta agli arresti domiciliari. In casa i due avevano decine di cartucce e otto caricatori, uno dei quali di un fucile mitragliatore kalashnikov. Ma quello che è stato trovato nel terreno vicino all'abitazione è ancora più sorprendente: sotto alcune piante di arance, in un grosso tubo di plastica, gli agenti hanno trovato un lanciarazzi controcarro, 5 fucili calibro 12 e 10 cartucce dello stesso calibro caricate a pallettoni. Il lanciarazzi, secondo quanto riferito dagli investigatori, fa parte degli armamenti in dotazione alle truppe di fanteria e viene impiegato per distruggere mezzi corazzati e strutture come bunker o postazioni fortificate. Vista la pericolosità delle armi, le indagini sul loro ritrovamento passeranno adesso alla Direzione Distrettuale Antimafia.
cincrundi mea
coddiocane 1 year ago