Musica: Jenseits
Testo: Michel Houellebecq
"Fine serata"
A fine serata, essere assaliti dallo scoraggiamento è un fenomeno inevitabile. Si verifica una specie di pianificazione dell'orrore. Alla fine, non so; penso.
L'espansione del vuoto interiore. E' questo. Il distacco da ogni possibile evento. Come se foste sospesi nel vuoto, a equidistanza da ogni qualsiasi azione reale, grazie a forze magnetiche di potenza mostruosa.
Così sospesi, nell'incapacità di qualsiasi presa concreta sul mondo, la notte vi potrà sembrare lunga. Lo sarà, in effetti. Sarà, pur tuttavia, una notte protetta; ma voi non apprezzerete questa protezione. L'apprezzerete solo più tardi, una volta tornati in città, una volta tornati nel giorno, una volta tornati nel mondo. Verso le nove, il mondo avrà già raggiunto il suo massimo livello di attivismo. Avanzerà morbidamente, russando leggero. Dovrete prendervi parte, lanciarvi - un po' come si corre al binario di un treno che si avvia ad uscire dalla stazione.
Non arriverete in tempo. Una volta ancora, aspetterete la notte - che, però, una volta ancora, vi porterà quella stanchezza, l'incertezza e l'orrore.
E così tutto ricomincerà, tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
@GANAPATIKEY there isn't only one "today's world". We are 7 billions on earth, man.
MrJeanSarkozy 1 year ago 3
This is the best today´s writer.
His novels are real portraits of yoday´s world.
GANAPATIKEY 1 year ago