Matrimoni fra omosessuali: udienza pubblica Corte Costituzionale Roma 23/04/2010 (parte 3)

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Uploaded by on Apr 10, 2010

ROMA - Non arriverà prima del 12 aprile la decisione della Consulta sulla costituzionalità del rifiuto dei Comuni a celebrare matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Dopo la discussione in udienza pubblica, i giudici esamineranno la questione dei matrimoni gay in camera di consiglio nella settimana di lavoro che inizia il 12 aprile.

La vicenda che nell'udienza è stata presa in esame dai giudici costituzionali è quella di due coppie di Venezia e Trento, assistite dall'associazione radicale Certi Diritti e dalla Rete Lenford - avvocatura per i diritti lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

Circa un anno fa una coppia di omosessuali ha presentato al Comune di Venezia, dove risiede, la richiesta di pubblicazioni per procedere al matrimonio, ricevendo in risposta un preciso 'no' per la "ritenuta estraneità all'ordine giuridico italiano dell'istituto del matrimonio tra persone dello stesso sesso".

La coppia ha preso la strada del tribunale, dove i giudici - primi in Italia - hanno sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale.

Quel rifiuto - hanno scritto i giudici nel provvedimento di rinvio alla Consulta - non ha "alcuna giustificazione razionale", ma si tratta di una norma "implicita nel nostro sistema che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso". In questo modo sarebbero stati violati, secondo il tribunale, molti principi costituzionali, primi fra tutti gli articoli 2 (diritti fondamentali dell'uomo) e 3 (uguaglianza).

La Corte costituzionale potrebbe pronunciarsi in diversi modi: oltre che dare ragione o torto ai ricorrenti, potrebbe richiedere un intervento del Parlamento o indicare alcuni principi lungo i quali il legislatore si possa muovere.

RADICALI. I radicali si sono detti soddisfatti della scelta di rinvio attraverso le parole di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti: La decisione della Corte costituzionale di rinviare a dopo le festivita pasquali la decisione sul merito dei ricorsi di alcune coppie gay, ci fa ben sperare. La richiesta di maggior tempo per una decisione della Corte potrebbe significare che quanto illustrato dal Collegio di difesa, composto dai Professori Marilisa DAmico, Enzo Zeno Zencovich e Vittorio Angiolini e dagli Avvocati Massimo Clara, Francesco Bilotta, Alessandro Giadrossi ed Ileana Alesso merita attenzione e approfondimento rispetto ai principi volti al superamento delle disuguaglianze come indicato dalla Costituzione italiana.

LEGA. Anche Umberto Bossi e intervenuto sui matrimoni gay plaudendo, in unintervista a SkyTg24, il premier Silvio Berlusconi per non aver firmato la legge proposta da un ministro in Europa per la famiglia orizzontale e salvando il paese perche ci sarebbe stato il caos, ci sarebbe stato il pieno di matrimoni omosessuali.

PD. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ospite di Mentana Condicio ha specificato di essere per regolare le convivenze, come quelle di fatto, secondo uno schema che non si sovrappone a quello del matrimonio.
Infatti, secondo Bersani, uno Stato che non regola le convivenze stabili viene meno a un suo compito. Poi la Consulta ci chiarira a proposito del fondamento Costituzionale della terminologia. Per noi il matrimonio e una cosa, e diciamo che altre forme di convivenza hanno regolazione diversa.

MOIGE. Infine, secondo il Movimento Italiano Genitori, e vano parlare di matrimoni e regolarizzazioni quando oggi in Italia non conviene essere sposati.
In particolare, Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, ha spiegato: Si sta parlando molto di regolarizzare le unioni gay attraverso il matrimonio ma e proprio sul matrimonio, invece, e sulla pessima situazione in cui vivono attualmente le famiglie italiane fondate su di esso, su cui si dovrebbe dibattere

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