Rock in Roma 23.06.11 "Voglio proclamare i santi di 'sta città. Visto che si proclamano i loro, noi ci proclamiamo i nostri. Beato Zlatan, che è venuto dalla Romania e lavorava in un cantiere. Poi tornava a casa in metropolitana e gli puzzavano le ascelle che capitava diceva 'mazza che puzza. Poi è cascato dall'impalcatura e adesso in metropolitana c'è un posto libero che non puzza. Beata Aisha, che è venuta dal deserto, veniva verso la nostra città, verso il nostro paese su di una barca a rubare lavoro a qualche italiana, poi la barca è affondata e Aisha non ha più rubato lavoro più a nessuno Beata, beata Aisha. E poi i martiri, facciamo martiri oggi tutti i bambini che hanno avuto addosso le manacce zozze dei prati e quando gliel'hanno detto li hanno fatti passà pure per matti. Martiri! E alla fine i santi, i santi: i giovani di 'sto paese che gli rubano er lavoro, er futuro, la dignità e ancora nun tirano le bombe. Santi! Santi, santissimi"
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