Claudio Morlotti - voce, bouzuky, chitarre elettriche e acustiche, charango
Adelina Sandru -voce, chitarra ritmica
Roberto Scola - fisarmonica
Andrea Panzetti - basso elettrico
Enzo Locatelli - batteria
Passato alla storia come lo strangolatore di donne, è il più antico serial killer di cui si ha notizia precisa in Italia. Nato nel 1849 a Bottanuco, Vincenzo Verzeni ha un padre violento che, spesso ubriaco, picchia moglie e figlio e non permette nemmeno al ragazzo di avere amicizie. Così egli, un po' per volta, si isola.
La sua rabbia improvvisamente esplode, seminando il panico tra 1870 e il 1871.
La sua prima vittima è Giovanna Motta di 14 anni che mentre si reca a Suisio da alcuni parenti viene aggredita e scompare misteriosamente. Il corpo viene trovato quattro giorni dopo con orrende mutilazioni. A questo seguono altri feroci delitti.
Verzeni è poi catturato, processato e condannato ai lavori forzati. Durante il processo confessa: "io ho veramente uccise quelle donne e tentato di strangolare quelle altre, perché provava in quell'atto un immenso piacere. le graffiature che si trovarono sulle cosce non erano prodotte colle unghie ma con i denti, perchè io, dopo strozzate le morsi e ne succhiai il sangue che era colato, con che godei moltissimo".
Vincenzo Verzeni viene rinchiuso nel manicomio giudiziario di Milano fuori Porta Vittoria, dove viene torturato con ustioni al collo, scariche elettriche, totale isolamento, totale oscurità, docce gelate alternate con "bagni a sorpresa" di acqua bollente. Si ucciderà in carcere impiccandosi.
La vicenda è presentata nella canzone dai due punti di vista: il suo, di vittima di un padre padrone che a sua volta diventa carnefice, e quello delle ragazze, vittime innocenti.
Abbiamo inserito questo video nella playlist AAA NEWS del ns. canale
bgciak 11 months ago