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il card. TETTAMANZI denuncia il lavoro nero e il precariato

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Uploaded by on May 5, 2008

Veglia diocesana dei lavoratori
Intervento del card. Tettamanzi a Sesto San Giovanni, 30 aprile 2008.
"La famiglia oggi, tra lavoro e casa"
Nella seconda parte, il lavoro che non c'è e la "corsa" affannosa per arrivare a fine mese: l'esistenza di tutti i giorni di Bartolomeo, disoccupato alle soglie della pensione e di sua moglie Anna
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...Ci sono situazioni, purtroppo non rare e non piccole, che con chiarezza non possono che essere denunciate come ingiuste. Sto pensando al lavoro nero o sottopagato al quale sono costretti non pochi dipendenti, tra cui, specialmente, uomini e donne immigrati. Non rispettare la loro dignità di persone, trattarle ingiustamente perché si sfrutta la loro condizione di particolare bisogno, è come strappare loro la speranza dal cuore e per tutti noi significa perdere la sfida di qualificarci come persone coerenti a quei principi che rendono nobile una cultura e grande una civiltà.
Sto pensando anche a quelle condizioni di lavoro in cui l'uomo rischia di essere considerato non come persona ma come strumento da utilizzare al limite delle sue possibilità per conseguire obiettivi produttivi sempre più elevati: così si finisce per porre le premesse per incidenti anche mortali. La cronaca, anche recentissima, ha riportato in primo piano drammatici episodi di tante persone -- pure nella nostra Diocesi - che hanno perso la vita svolgendo il proprio lavoro. Questi fatti rendono urgente e indilazionabile non solo lo studio delle cause di troppi incidenti ma anche l'impegno concreto per rimuoverle con prontezza e definitività.
...
Lavoro e qualità di vita delle famiglie
I vari e profondi cambiamenti in atto vanno valutati anche, e forse soprattutto, nella loro ricaduta sulla qualità di vita delle famiglie, dal momento che l'uomo è un essere essenzialmente "relazionale", la cui "relazionalità" trova la sua espressione sorgiva ed esemplare nella famiglia. E' dunque anzitutto in ambito familiare che si ripercuotono concretamente le dinamiche dei cambiamenti, spesso con gravi conseguenze che generano paure, interrogativi, incertezze, preoccupazioni: cose tutte che volte minacciano l'armonia e la serenità e l'armonia dei rapporti familiari, tra coniugi, tra genitori e figli, tra famiglie.
Alle famiglie che si trovano a dover vivere queste situazioni di forte disagio voglio dire, anzitutto: siate unite, siate solidali; al vostro interno e tra di voi. E' nella profonda unità tra voi, tra voi coniugi, tra voi genitori e figli che potrete trovare la forza e il coraggio di affrontare le difficoltà con sapienza e determinazione. Come pure tra le famiglie: siate unite, solidali, partecipi dei problemi le une delle altre, come se vi riguardassero direttamente.
Vi occorre davvero una grande solidarietà per sostenere voi stessi e insieme anche gli altri che sono in difficoltà, per stimolare chi rischia di lasciarsi andare aiutandolo a non farsi vincere dalla rassegnazione. L'affetto vivo all'interno di una famiglia e tra le famiglie è come una sorgente di vita e di speranza, è come una corrente che sa ridare l'energia necessaria per tirare avanti anche nei momenti più pesanti e difficili.
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L'intervento del cardinale è pubblicato da www.chiesadimilano.it - servizio di Annamaria Braccini per TELENOVA
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www.chiesadimilano.it

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All Comments (5)

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  • Ma.... a me sembra che gli stessi concetti siano già espressi nell' ormai famoso video "bizio gira gira" un video di denuncia verso il precariato.

  • Anche io vorrei che il Santo Padre fosse più deciso su certi punti.

    L'Italia attraversa una congiuntura politica terribile, assai più che sotto il governo di sinistra.

    E'dittatura 'soft', dittatura di fatto ma di cui molti non si accorgono.

    Abbiam bisogno di parole, testimonianza e guida coraggiose, che rivendichino il diritto alla giustizia, alla legalità. All'onestà e ai Valori.

    I Valori fondanti per me sono cristiani. E i laici sentono il bisogno di parole e atti puri, onesti. Confido in Lei.

  • meno male bravo tettamanzi, facesse cosi' anche pollone arc. di torino e pure il papa

  • Non è una poesia ma...un pezzo del brano "Non c'è perocolo".

    Dedicato, a tutti quelli che per lavorare, sono costretti a sottovalutare il pericolo........

  • E se c'è uno che non è tornato a casa

    Non c'è pericolo

    E qui si rischia la paga.

    Non c'è pericolo

    Bisogna alzarsi

    Il lavoro è lavoro

    Certo farò attenzione

    Che mio figlio ha tre anni

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