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Teggiano-Ancora un giallo la ricostruzione del doppio delitto nell'Azienda "Il Principino"

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Uploaded by on Jul 10, 2009

Vallo di Diano sotto shock per il cruento episodio verificatosi ieri pomeriggio a Teggiano nell'azienda "Il Principino Salumi" , sita nella nuova area Pip di località Codiglioni. Una sparatoria la cui dinamica è ancora incerta e che è costata la vita ai due soci e titolari dell'azienda, Vincenzo Amato, di Monte San Giacomo, e Antonio Di Nieri, di Teggiano. Resta per il momento un vero e proprio giallo che cosa sia successo in quei terribili minuti della sparatoria, compresi tra le 13.00 e le 13.30, all'interno delledificio aziendale. Per tutta la notte, fino alle 4 di questa mattina, sono continuati i rilievi dei tecnici della scientifica e degli uomini del Ris di Salerno. Continuano anche le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, e grande importanza per gettare nuova luce sulla vicenda avranno nelle prossime ore i risultati delle autopsie e lo stub, esame conosciuto anche come "guanto di paraffina", che potrà stabilire da chi sono stati esplosi i colpi di pistola. Intanto però emergono anche alcuni fatti nuovi: due sarebbero le scene del crimine all'interno de "Il Principino". Una nello studio del Di Nieri e l'altra nellandrone dell'azienda. Proprio nell'androne è stato trovato il corpo senza vita di Vincenzo Amato, ucciso da un colpo di beretta calibro 6.65 sparato alla testa. Invece sarebbero 3 i colpi di pistola, di cui almeno 1 al petto, che hanno causato la morte di Di Nieri, il quale pur gravemente ferito è riuscito comunque a lasciare lazienda e a raggiungere la propria abitazione, non lontana. Di lì, accompagnato dal figlio, la corsa disperata verso il Saut di Teggiano dove però è arrivato senza vita. L'arma del duplice delitto, una beretta 6.65 regolarmente denunciata dal Di Nieri, che però non risulterebbe avere porto darmi, sarebbe stata rinvenuta proprio all'interno della sua auto. Di certo c'è anche che la segretaria dell'azienda teggianese, mentre si stava allontanando per la pausa pranzo, ha visto Amato dirigersi nello studio di Di Nieri. Da quel momento in poi cè un "buco nero", un lasso di tempo che gli inquirenti stanno tentando con tenacia e grande difficoltà di ricostruire. Tra le ipotesi più plausibili persiste quella del forte litigio nello studio di Di Nieri,, con la pistola che viene tirata fuori da un cassetto. A quel punto, dopo una probabile colluttazione, il primo ad essere ferito potrebbe essere stato Di Nieri, con Amato che sarebbe stato raggiunto nell'androne e a sua volta colpito. Ma non si esclude nemmeno ancora l'ipotesi dell'omicidio-suicidio, come pure, seppure meno accreditata tra le ipotesi, non si esclude nemmeno la presenza attiva di una terza persona. Giallo nel giallo il fatto che sia Amato che Di Mieri, entrambi molto conosciuti nel Vallo di Diano, sposati e con due figli, sono descritti come persone tranquille, e la loro società, che andava avanti da circa una ventina danni, secondo amici e conoscenti non aveva mai avuto problemi al di là dellordinaria amministrazione. Insomma ancora tanti gli interrogativi in sospeso per questa vicenda che ha lasciato allibiti e shoccati i cittadini del Vallo di Diano.
Servizio di Antonio Sica per il Tg di Tv Oggi Salerno di venerdì 10 Luglio. Immagini di Gianfranco Stabile.

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