Calcio malato - Le troppe anomalie del "tifo" organizzato

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Uploaded by on May 11, 2010

Fabrizio Bocca per Repubblica

http://www.la7.it/sport/dettaglio.asp?prop=senzatituli&video=39418
Le troppe anomalie di Roma (martedì 4 maggio 2010, Fabrizio Bocca per Repubblica)

Dalle puncicate al dovete perdere il calcio italiano ha da anni un problema Roma. Nella capitale, città dove lo sport ha i suoi vertici istituzionali e questo, vedremo, conta il calcio è degradato, si è imbarbarito ed è entrato al Colosseo. E anche questo non è detto a caso: in campo e in curva sono tutti gladiatori, tutti hanno un onore da difendere, vendette da consumare, spuntano braccia tese e pollici versi. Un tempo cerano tifosi caciaroni, magari simpatici e divertenti, adesso la gente normale va al derby guardandosi le spalle e i genitori hanno paura se i figli sono allo stadio. Il calcio a Roma è senza legge.

Forse il tifo contro se stessi e linvocazione a perdere non è nemmeno il peggio peggio sono le asce, le auto incendiate con i bambini a bordo, gli incidenti, un tifoso semisgozzato che dice: Embè, allo stadio le coltellate le prendi e le dai ma di sicuro è un record mondiale. Un portiere insultato e minacciato (Se vincete ve menamo) perché para troppo non si è mai visto. Forse si potrebbe anche discutere se è giusto tifare a perdere, di certo la curva ultrà che ha ideato questa perversione per impossessarsi del mancato scudetto della Roma, si sente sdoganata e legittimata. Qui il concetto del non si può fare non esiste.

E tutto ciò in campo si sente. Se il primo tempo di Lazio-Inter aveva ancora la parvenza di calcio, il secondo no. La Lazio era ormai sottomessa alla curva: la sconfitta vendicava gli stupidi pollici versi di Totti nel derby. A Roma cè una faida dove non si sa chi abbia cominciato.

Del resto qui si interruppe un derby perché cera un bambino ucciso da unauto della polizia. A nulla servì che la polizia garantisse il contrario. A Roma si fa quello che dice la curva e non quello che dice un questore. A Roma il presidente della Lazio vive sotto scorta, riceve buste con proiettili e promette, proprio lui, un calcio etico. Quello della Roma, signora gentile ed educata, tuona puntualmente contro gli arbitri. A Roma per un sospetto rigore mancato si fanno cortei sotto la Figc (Mario Corsi dapprima si era fatto promotore e pur ricevuto il diniego dalla questura l'ha ignorato) e, se serve, anche manifestazioni per diluire i debiti del presidente. A Roma si bombardano le tribune di bombe carta. A Roma non si squalifica lOlimpico perché i politici non vogliono e perché il vertice del calcio ha paura delle reazioni. I tifosi di Roma e Lazio girano lItalia quando gli altri hanno restrizioni maggiori. A Roma le radio di fazioni contrarie si scannano 24 ore su 24 (una di queste è condotta da Mario Corsi, in gioventù appartenente ai NAR e a cui si attribuirono gli omicidi assieme a un altro capo ultrà Guido Zappavigna di Fausto e Iaio e Ivo Zini). Roma è malata grave, Roma è ultrà.

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  • 'Ndrangheta e pallone Il calcio calabrese alle cosche

    In Calabria, e in tutta Italia, le partite sono in vendita: è il paese in cui ancora Luciano Moggi è riverito e intervistato. Ma nella regione della ‘ndrangheta i sotterfugi in tribuna ricordano più il copione di GoodFellas che Lucky Luciano.

  • @lorisbbbb

    Sculli, ombre a Milano Le mani delle ‘ndrine sul pallone calabrese

    La trattativa del giocatore con l’Inter riapre i possibili intrecci tra calcio e criminalità organizzata: le amicizie pericolose e il nonno “Tiradrittu”. L’ignaro Gattuso e i due fratelli Barilari - Cominciamo dal club milanese: Giuseppe Sculli, classe ’81 di Bruzzano Zeffirio, paesino locrese dove papà Francesco dirigeva l’ufficio tecnico del Comune, ala del Genoa,

  • 'NDRANGHETA: DNA, A "QUELLI CHE IL CALCIO" MESSAGGI PER I BOSS

    Catanzaro, 20 ago. - Messaggi nel 'serpentone' della trasmissione televisiva Rai "Quelli che il calcio" per comunicare messaggi cifrati ai boss detenuti in regime di 41 bis. Lo ha riferito l'ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Enzo Macri', oggi procuratore generale ad Ancona, nel corso di una audizione alla Commissione parlamentare antimafia.

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  • @forzaromasempre @forzaromasempre Bisogna che vi togliete i prosciutti dagli occhi. Striscioni nazisti, malavitosi, banditi con più omicidi alle spalle. Lo sport e il tifo è una cosa, la copertura a certe situazioni ha rotto il cazzo. Svegliati che con questa storia del calcio e della palla siete rimasti imbecilli e beoti pupetti. Tifate per gli industriali e siete dei servi senza che ve lo chiedono.

  • @LazialNapoletano Cominciamo a chiudere certe radio e certe trasmissioni gestite da pregiudicati

  • Il video dice la verità, smettiamola al più presto con questa violenza o si degenererà. Le curve di Lazio e Roma sono tra le più violente d'Italia, e ciò è grave, gravissimo. Dobbiamo al più presto cambiare.

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