Roma, una privatizzazione che in provincia fa acqua da tutte le parti

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Uploaded by on Jun 9, 2011

http://www.ilfattoquotidiano.it/ "Io non posso scaricare il water, ho i panni che sono 'muffi', mio figlio deve uscire con la propria ragazza e non si può lavare, ma è normale questo? Qui stiamo tutti impazzendo". La signora Ciriaci abita da più di trent'anni a Velletri, cittadina di 50mila abitanti, a due passi dalla Capitale. Scrive a ilfattoquotidiano.it perché chiede come è possibile che nel 2011, nonostante la regolarità delle bollette pagate, l'acqua a casa sua arrivi anche solo un quarto d'ora al giorno? Una famiglia di cinque persone, dove marito e moglie sono rimasti senza lavoro da mesi, dove a lavorare è solo uno dei tre figli. Dove la situazione, insostenibile, della mancanza di acqua dura da anni.

Eppure Velletri è uno dei 112 comuni della provincia di Roma che nel 2006 hanno firmato un accordo con Acea per la gestione del servizio idrico. Centododici comuni facenti parte dell'Ato2, l'ambito territoriale ottimale 2 del Lazio centrale. La Convenzione di gestione con Acea spa prevedeva grandi interventi di ammodernamento e, soprattutto, un adeguamento progressivo delle tariffe al ribasso rispetto a quelle del comune di Roma. Visto che nella Capitale le tariffe sono di gran lunga le più basse: 0,15 centesimi di euro contro 0,85 per metro cubo per Velletri, cinque volte tanto. Un accordo che mostra il vero volto della privatizzazione e delle multinazionali dell'acqua. Con la politica sempre più al fianco del gestore privato e poco alle esigenze dei cittadini. E qui a Velletri, ogni giorno è un sit-in di protesta. "Ci prepariamo a marciare fino al giorno prima dei referendum, perché siamo assetati, arrabbiati e con le tasche vuote". La signora Rita gestisce il bar centrale di piazza Mazzini, nel centro storico della cittadina. "Laviamo le tazzine una volta ogni quindici giorni, ho rilevato questo bar 5 anni fa, se avessi saputo non mi sarei indebitata in questo modo". Gestire un bar senza acqua è una cosa impossibile, visti i controlli igienici che le Asl fanno sulle attività commerciali.

La leader dei Comitati per l'acqua pubblica di Velletri, è una giovane donna originaria dell'Amazzonia, Astrid Lima. Ha vissuto nel suo paese ciò che hanno fatto le multinazionali dell'acqua nella sua città, Manaus, e ora non vuole accada lo stesso nel comune dei Velletri, il suo posto di adozione. "A Manaus la privatizzazione ha escluso centinaia di migliaia di persone dal ciclo dell'acqua - dice Lima - dove sono state tagliate 400mila persone, che pagano acqua che è poca e di scarsa qualità". Poi Astrid va giù dura con i sindaci dei comuni che hanno sottoscritto l'accordo con Acea. "I comuni sarebbero dovuti essere fin dall'inizio dalla parte di noi cittadini, tutelandoci - afferma - i cittadini di Velletri, invece, hanno continuato per anni a pagare per intero bollette carissime per un'acqua che è stata sempre centellinata, solo dopo anni sono arrivati gli adeguamenti al ribasso, ma solo dopo una nostra dura battaglia". E gli investimenti promessi per migliorare la rete e il servizio? "Dal 2003 al 2008, Acea-Ato2 ha incassato più di 400 milioni di euro di sola remunerazione di capitale", dichiara Astrid Lima, "ma di investimenti ne abbiamo visti pochi a Velletri. Anzi, molti cittadini pagano ancora bollette con aumenti retroattivi, che i comitati per l'acqua sono riusciti a contestare".

Il processo di privatizzazione dell'acqua a Roma e in provincia comincia con le giunte di centrosinistra di Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Tredici anni fa l'Acea si trasforma da azienda pubblica in società per azioni. Acea oggi gestisce i servizi idrici in una dozzina di grandi aree italiane. Il 51% per cento delle azioni è del Comune di Roma, il 49% delle azioni viene collocato in Borsa. Ci sono, però, due grossi investitori privati. La francese Suez Gdf, un colosso mondiale, che controlla oggi circa il 10% delle azioni ed esprime due consiglieri di amministrazione e poi l'imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, con poco meno del 15 %, il 14,75% per la precisione. "Quello che noi abbiamo notato è che i sindaci, la Provincia, i politici che avevano ed hanno tutti i poteri per vigilare sull'operato del gestore, sono - conclude Astrid Lima - troppo succubi del privato. E' questo che ci preoccupa sempre più per il futuro. Ecco perché servono milioni di Sì il 12 e 13 giugno".
di David Perluigi e Paolo Dimalio

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Top Comments

  • REFERENDUM DEL 12-13 GIUGNO

    VOTA SI PER DIRE NO

    - SI CONTRO IL NUCLEARE

    - SI CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

    - SI CONTRO IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

    PARLATE con chi NON ha accesso alla rete. Parlatene al bar, al mercato, fatevi sentire. LA TV NON NE PARLA!!!

    Postate questo messaggio sotto i video, meglio ancora su video d'intrattenimento.Gli Italiani TUTTI devono sapere che il referendum SI FARA'!E se ne trovate uno, Pollice su per farlo rimanere in primo piano!

  • Costringono la gente a vivere nella miseria e loro sono lì a sfregarsi le mani. Vergogna forse è poco

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All Comments (11)

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  • PERCHè NON FACCIAMO VIVERE COSI TUTTI I NOSTRI POLITICI??? manco le bestie.....

  • Ci sono realtà come a Gela dove con il privato le cose sono migliorate notevolmente. Non per merito del privato ma perchè faceva ancora più schifo il pubblico. Pubblico o privato non fa differenza se non c'è un istutito di vigilanza sulla qualità del servizio.

  • La cosa incredibile è che 30 anni sta gente non ha acqua.. e lo sappiamo solo ora!?!

  • Ma è un video sulla Francia del '600, vero...? Ditemi che è così, altrimenti dovrò dire ai miei figli di andare via, ho paura per il loro futuro.

  • Abito da qualche anno anche io a Velletri e ricordo un giorno, nei primi mesi che mi ero trasferito, è rientrata la mia futura moglie e mi ha detto "amore, è finita l'acqua!"

    Ecco io sono rimasto un pò inebetito venendo da realtà come la provincia di Avellino dove invece manca un pò tutto il resto ma, almeno l'acqua.

    Si vive un vero disaggio a non avere l'acqua a disposizione quando si vuole anche se, bisogna anche imparare a non sprecarla.

  • Voterò 4 SI perchè non voglio che i miei panni diventino PUZZI e MUFFI.

  • mi chiedo ma xkè questa gente non se organizza e va a sovvertire e sabotare sta azienda che li sta sfruttando ma che diamine stanno aspettando????

    organizzatevi tutty e buttate tutto giù occupate tutta l'azienda e gestitelo voi ...

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