ROMA - ''Sintonia totale'' su tutti i principali dossier internazionali, rapporti bilaterali eccellenti e un nodo ancora da sciogliere: la posizione americana sull'entrata dell'Italia nel '5+1' (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu piu' la Germania), il gruppo che sta negoziando sul nucleare iraniano. Questa e' la sintesi politica della visita di George W. Bush a Roma dove, sia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che il premier, Silvio Berlusconi, hanno potuto presentare al presidente statunitense ''il nuovo clima'' dell'Italia, un Paese dove oggi sembra possibile portare avanti scelte bipartisan, almeno in politica estera. Resta pero' un'ombra da dissolvere per il Governo Berlusconi che forse sperava in qualcosa di piu' dall '''amico'' George, una presa di posizione piu' decisa sulla necessita' di inserire rapidamente l'Italia nel '5+1'. ''Sto considerando seriamente questa situazione'', si e' limitato a rispondere Bush ad una domanda diretta in proposito passando subito a declinare il credo americano sull'Iran, cioe' la necessita' di rafforzare le sanzioni contro Teheran. Aspetto, questo delle sanzioni, assai duro da digerire per l'Italia che, come primo partner commerciale europeo dell'Iran, si troverebbe a sopportare durissimi sacrifici economici. Ma la prudenza di Bush sul tema era gia' stata in parte metabolizzata dal Governo dopo che Washington aveva ieri frenato sul tema facendo capire che al momento la possibilita' di vedere Roma dentro il '5+1' era ''poco realistica''. E soprattutto dopo che questa mattina la Germania ha confermato un 'nein' senza sfumature al desiderio di Roma. ''Non ci si poteva aspettare che il giorno dopo il colloquio con Angela Merkel il presidente americano sancisse ufficialmente ed in una conferenza stampa l'ingresso dell'Italia nel gruppo'', ha spiegato una fonte diplomatica facendo capire che la partita e' ormai solo a due e sara giocata martedi' prossimo a Berlino quando il ministro degli Esteri Franco Frattini porra' la questione sul tavolo del suo collega tedesco Frank Walter Steinmeier. Ma al di la' dell'ingresso nel '5+1' che resta una delle priorita' della politica estera italiana, la sintonia tra Roma e Washington e' davvero profonda trainata cosi' come e' oggi da Silvio Berlusconi che con Bush ha un feeling davvero straordinario, costruito sin dall'inizio della prima presidenza di George. Se per George W. Bush la visita in Europa ha avuto un sapore di commiato dal vecchio Continente, Silvio Berlusconi e' all'inizio del suo nuovo mandato a palazzo Chigi. Ed oggi non ha saputo resistere alla tentazione di schierarsi con McCain, seppure a suo modo, con una battuta. ''Non posso esprimere preferenze riguardo ad un altro Paese dove c'e' la campagna elettorale, ma voglio esprimere la mia personale preferenza per il candidato repubblicano e per un motivo egoistico: cosi' non sarei io il piu' vecchio ai G8, perche' McCain e' piu' vecchio di me di un mese'', ha detto a villa Madama con accanto un Bush divertito. In ogni caso oggi e' stata anche l'occasione per presentare all'alleato americano la decisione presa di rendere piu' flessibile la missione militare italiana in Afghanistan alleggerendo i 'caveat' e annunciando l'invio di altri carabinieri nel Paese centrasiatico. Un gesto di buona volonta' che Bush ha gradito: ''ringrazio il governo italiano per aver annunciato al Parlamento che la restrizione sulle forze in Afghanistan e' stata rimossa e saranno inviati altri carabinieri per addestrare i poliziotti afgani'', ha osservato il presidente Usa. Il presidente del Consiglio non ha mancato di confermare pubblicamente la sua vicinanza al presidente Usa uscente. E Berlusconi ha voluto, poco prima della cena conclusiva a villa Madama, esprimergli la sua riconoscenza: ''Bush e un amico mio personale e un grande amico dell'Italia; ha dato a Roma il privilegio di essere la capitale europea dove e' venuto piu' volte onorandoci della sua presenza per ben sei volte''. Ma non solo: ''George Bush e' persona rara, che non mente mai, il cui 'si' e' un 'si' e il cui 'no' e' un 'no'''., ha detto ancora citando il Vangelo.
fonte = Ansa - (di Fabrizio Finzi)
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In Zimbabwe c'è un dittatore di 80 anni che nessuno rovescia. perché in iraq ed afghanistan si sovvertono i regimi ed in zimbabwe no? forse perché saddam aveva le armi di distruzioni di massa (...) e mugabe no? Forse perché Saddam aveva il petrolio e mugabe no? dipanate il mio dubbio, per cortesia...Chi difende la libertà devi difendere la democrazia ovunque, non solo dove hanno interessi loro...Saluti
cristiano03 3 years ago 4
Hahahahhaahaa :D ... bush è riuscito a battere l'impopolarità di nixon e truman ... il 71% ... un plebiscito
La prima volta è stata una truffa elettrale, è andato alla casa bianca a uovate.
Il mistero resterà sempre il secondo mandato.
Vabbè che gli itaGliani hanno votato il nano parassita per ben 3 volte !!!
Misteri della fede !!!
massimova 3 years ago 2