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i catamoderni: gli alieni all'avanguardia. parte 1 di 5

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Uploaded by on Oct 26, 2008

dicono che oggi l'avanguardia sia impossibile.
ma è davvero impossibile?
o siamo di fronte ad un alibi per non fare?
l'avanguardia è impossibile? ma allora è proprio ciò che vale la pena di cercare di fare.
il possibile è troppo facile. bisogna fare l'impossibile.

francesco muzzioli spiega in 5 pillole di pochi minuti ciascuna perchè è importante cercare il nuovo.

il termine catamoderni sostituisce al prefisso post- (che ha indicato il superamento o oltrepassamento liquidatorio della modernità e del suo criticismo radicale), il prefisso cata- che indica il basso e il fondo (da cui catastrofe, cataclisma, catafalco ecc.).
applicato alla modernità, vuol dire ameno tre cose:
che la modernità è andata a fondo, affondata ormai, sì, ma anche:
che si intende andare al fondo della modernità (quindi estremizzarla, portarla ai massimi risultati), o meglio ancora:
che si vuole essere moderni fino in fondo (cioè rimanerlo, sia pure in mezzo al pentitismo di tutti).

ci siamo stancati di cercare di spiegare ciò che a noi appare paradossale.
ed è appunto nel paradosso che ci troviamo, oggi, in italia, nella nostra città, al bar quando facciamo colazione.
è come se le parole avessero cambiato significato.
da sempre avere torto o avere ragione è direttamente associato al perdere o al vincere.
la storia è scritta da sempre dai vincitori.
oggi però le cose si sono ulteriormente semplificate.
oggi è il mercato a stabilire chi ha ragione e chi ha torto.
se un programma televisivo viene visto da milioni di spettatori, si ha avuto ragione a metterlo nel palinsesto.
se per disgrazia si dovesse dissentire circa lopportunità di tale scelta, nella migliore delle ipotesi ci sentiremmo dire che è il mercato a scegliere.
di fronte a tale affermazione qualunque discorso perde significato.
dire mercato è come dire democrazia.
dissentire oggi nei confronti dei vincitori o circa le loro scelte, specialmente quando queste scelte cambiano la nostra vita (e non la loro), vuol dire essere dei disturbatori del quieto vivere.
eccoci quindi al paradosso: non è chi provoca una guerra ad essere pericoloso, ma chi la contesta.
a nulla poi serve levidenza dei fatti che le guerre contemporanee non vengono fatte per essere vinte.
ma semplicemente per essere portate avanti.
ci siamo seduti dalla parte del torto perchè ogni altro posto era occupato, citando brecht.
più cerchiamo di spiegarci, più approfondiamo, più diventa difficile comunicare.
ecco perchè siamo andati a cercare personalità di oggi che hanno sperimentato e sperimentano il nuovo.
figure più o meno note anche al grande pubblico che rappresentano di fatto, più o meno consapevolmente, le avanguardie di unauspicabile nuova umanità.
ed ecco perchè le abbiamo intervistate.
spesso parliamo di normalità e di quotidianità assumendo che più o meno i due termini coincidano.
scoprirete che il patrimonio lessicale degli intervistati è a vostra disposizione per potervi difendere.
scoprirete che lovvietà di molte affermazioni sono lontanissime dallessere riconosciute come tali.
scoprirete che per comunicare oggi su tematiche semplici ma fondamentali bisogna fare uno sforzo immane.
scoprirete che la quotidianità
è lontanissima dalla normalità.

Francesco Muzzioli si occupa di letteratura a tutto campo come critico e teorico.
Muzzioli ha al suo attivo una lunga attività di critica, sia sugli autori contemporanei (con numerose introduzioni ai volumi di poesia), sia in generale sul Novecento. Ha scritto studi e monografie su molti autori, da Pasolini a Saba, da Michelstaedter a Calvino e Malerba. Un lavoro di ricostruzione storica, che tuttavia non perde mai di vista lanalisti testuale, è quello realizzato insieme a Marcello Carlino, sulla fase iniziale del XX secolo: La letteratura italiana del primo Novecento (La Nuova Italia Scientifica, 1986). I contributi più recenti sono quelli dediati a Pascoli e il simbolo (Lithos 1993) e a La poesia di Cesare Ruffato (Longo, 1998, con un saggio bibliografico di Daniela Forni).

Muzzioli insegna presso lUniversità di Roma La Sapienza, nel Dipartimento di Italianistica e Spettacolo. La sua attività didattica è rivolta principalmente alla teoria della letteratura e allanalisi del testo, come avvicinamento a una tecnica di lettura fortemente critica, tale da caratterizzare lo studio quale laboratorio alternativo.

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  • che dire...lei è un grande!! oltretutto, bel video

  • a do ra bi le

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