"Poesia in forma di rosa" di Pier Paolo Pasolini (seconda parte)

Loading...

Sign in or sign up now!
Alert icon
Upgrade to the latest Flash Player for improved playback performance. Upgrade now or more info.
3,814
Loading...
Alert icon
Sign in or sign up now!
Alert icon

Uploaded by on Oct 13, 2009

Pier Paolo Pasolini legge la sua "Poesia in forma di rosa"

Poesia in forma di rosa (seconda parte)

È prima della primavera il risveglio
del sesso: sarà il gelo o il sudore

a risvegliare nei panni ancora invernali,
di maglia, la carne, come di cane o cavallo,
che pare, della maglia, aver la stessa arsura

molle come frutto o secca come fango,
sarà il freddo che serpeggia sull'erba
che sta troppo verde sugli argini,

o il caldo del primo sole bianco,
in cui la campana del Comune tace,
e le bestie pascolano come sognando...

E la donna, la cui nobiltà
si manifesta nell'ipocrisia
di fingersi soltanto remissiva,

- chiamando obbedienza la sua debolezza -
è anche lei perduta in un lavoro manuale,
di femmina, lei, tra le femmine...

E non canta: perché mai nei millenni
donna cantò alle tre del pomeriggio.

Il mestruo nel sole non ha odore.
Le bestie pascolano come sognando...

Quel Terzo Dolore consiste
non nel patire la terribile voglia
ma nel trarne solo ossessione.

E, da qui, il Quarto Dolore,
per cui succube degli impeti di morte
che mi salgono dal ventre, batterei
il capo, muto, contro i vetri

del tassì che percorre
l'orribile autostrada dove è chiaro
che sono senza amore, mentre, barbaro
o miseramente borghese, il mondo è pieno,
pieno d'amore... Di secolo in secolo

il sole dà emicranie e erezioni - il padre
orina, dominando la voglia per la notte,
nel fossatello di antiche divisioni

di campi, dovute a pre-Italici ed Italici,
in questo stesso cerchio dell'Appennino,
e io, da questo sole, maglia di lana

e primo sudore nel gelo,
io vado constatando, coi pugni sul ventre,
la mia mancanza di amore, fino all'ultima lacrima.

Il Quinto Dolore è il meno esprimibile
(ora, poi, che a Parigi nei giornali
storpiano il mio nome,

e con Calvino e Leonetti, Ordinari
di Modernità nelle cattedre del Nord,
si prospetta un'era antropologica

che dissacra i dialetti!)
ora, poi, è addirittura ridicolo,
fuori dalle sue lacrime,

nella comprensione della sua ragione:
la delusione della storia!
Che ci fa giungere alla morte
senza essere vissuti,

e, per questo, restare sulla vita
a contemplarla, come un rottame,
uno stupendo possesso che non ci appartiene.

Ridicolo dolore di prigioniero,
di sciancato, che vede tutto concesso agli altri
in un trionfo di felicità senza fine

semplice come la luce del sole con cui si confonde.

Il Quinto Dolore è sapere
che miliardi di viventi
una dolce mattina, si desteranno,
come in ogni mattina della loro vita,

nel semplice sole dell'Europa futura,
i suoi gelsi, le sue primule,
- o in quello profondo dell'India
nel puzzo sublime del colera che aleggia

su corpicini nudi come spiriti,
- o in quello spudorato dell'Africa
sempre più moderna
nel verde della morte che sarà cornice
al nero dono della vita,

- o in questo di Fiumicino, sole di fiume
che fa dell'odore del fango una festa
di misera immortalità latina...

Miliardi di viventi,
una dolce mattina si desteranno,
al semplice trionfo delle mille mattine della vita,

con la maglia riarsa... con l'umido
del primo sudore... Felici - essi -
felici! Essi soltanto felici!

Essi soltanto possessori del sole!
Lo stesso sole del barbaro
che nel Medioevo discese,

e, dalle gole dei monti, dalle ombre
della neve, si accampò,
infine, sull'erba nera e folta,
cattiva e felice degli argini d'aprile.

Solo chi non è nato, vive!
Vive perché vivrà, e tutto sarà suo,
è suo, fu suo!

Si apre come un'aurora
Roma, dietro la spirale del Tevere,
gonfio di alberi splendidi come fiori,

biancheggiante città che attende i non nati,
forma incerta come un incendio
nell'incendio di una Nuova Preistoria.

Category:

Education

Tags:

License:

Standard YouTube License

  • likes, 0 dislikes

Link to this comment:

Share to:
see all

All Comments (1)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
  • Poesia in forma di rosa Pasolini è, insieme, l’io narrante e l’io di cui si narra. La «disperata vitalità» dell’uomo e la «vita furente [o nolente] [o morente]», che è «la mia vera passione», non sono veri e propri argomenti, ma le condizioni perché ci sia, umanamente, storia..............

Loading...

Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more