Uploaded by socialab on Mar 18, 2011
Il popolo saharawi é un popolo che soffre, che lotta sul piano politico e militare per ottenere l'indipendenza, un popolo che ha bisogno del riconoscimento di chi é disposto a darglielo. Ma finora ha trovato considerazione nell'Organizzazione per l'Unità Africana ed in alcuni paesi del terzo mondo in Europa solo la ex Jugoslavia aveva riconosciuto la RASD.
Ora più che mai il Fronte ha bisogno dell'appoggio dell'opinione pubblica internazionale, dato che da vario tempo ha cessato le azioni militari e si è dichiarato pronto ad accettare un'amministrazione internazionale composta dall'ONU e dall'OUA, chiedendo in cambio il ritiro delle truppe di Hassan II dal territorio dei Sahara Occidentale. Tutto questo per poter fare il tanto sospirato referendum per 1'autodeterminazione del popolo saharawi.
La causa del popolo saharawi fa nascere in noi occidentali un senso di colpa. perché noi viviamo nel mondo del consumismo e dell'abbondanza mentre questi popoli, che lottano per ottenere la propria autodeterminazione, appartengono al terzo mondo e vivono in situazioni di sottosviluppo.
Raccogliamo le nostre forze per superare questa che é una colpa storica. Sotto le tende i saharawi vivono, o meglio sopravvivono, determinati a raggiungere la loro indipendenza.
Dei saharawi non si conosce molto, un muro di omertà li esilia dalla cronaca internazionale, come del resto accade a tutti i popoli e alle cause dimenticate, le cui rivendicazioni vanno a turbare interessi consolidati ed equilibri internazionali delicati. Se si osserva attentamente la cartina del Nord Africa, il Marocco assume dimensioni più ampie del dovuto, arrivando a comprendere la zona del Sahara Occidentale. Quel tratto di terra di cui pochi sanno è uno stato indipendente, riconosciuto dall'ONU, proprietà di nessun altro se non dei suoi abitanti: i saharawi, che vi risiedono dal XIII secolo. Tra novembre e dicembre 2010, i saharawi sono stati i primi a protestare nel Nord Africa, tuttavia si è parlato solo delle grandi rivoluzioni che hanno caratterizzato la Tunisia, l'Egitto, la Libia ed altri paesi. La mobilitazione saharawi è stata considerata irrilevante perché numericamente inferiore alle altre.
LA situazione attuale:
I circa 200000 Saharawi, dei campi profughi di Tindourf (Algeria) hanno realizzato una delle esperienze politiche e sociali più interessanti del nostro secolo: la costruzione di uno «Stato in esilio».
I rifugiati vengono distribuiti in 40 distinte tendopoli, ciascuna delle quali assume ai fini amministrativi il nome e le funzioni di un distretto regionale (Wilaya): El Ayoun, Smara, Dakhla Ausserd.
Ogni wilaya è divisa in 6 o 7 "province", anch'esse con il nome di una provincia saharawi (daira). In questo modo, attraverso l'organizzazione spaziale dei campi, si ricrea l'identificazione ed il legame con la patria di origine.
I Saharawi hanno voluto costruire un'organizzazione sociale dove tutti sono chiamati a ruolo attivo, dove sono valorizzati gli anziani e soprattutto dove le donne condividono responsabilità a tutti i livelli.
La priorità spetta all'educazione ed alla sanità, dove il ruolo delle donne è particolarmente importante. Tutti i giovani sono scolarizzati a livello elementare e ora anche medio ed esiste malgrado lo scarso materiale sanitario, una diffusa medicina di base.
In questo modo si, evitata l'instaurazione di quei meccanismi di attesa passiva, di fatalismo, smobilitazione, corruzione, così comuni nei campi profughi africani.
Gran parte dei mezzi materiali provengono dalla solidarietà internazionale.
Il largo margine di autonomia e di iniziativa lasciato ai Comitati di base, ha stimolato l'ingegnosità e la creatività saharawi, che si esplica in attività come il recupero e il riciclaggio di qualunque tipo di materiale e nella creazione di esperimenti agricoli.
Fonti:
http://saharawi.tsnet.it/
http://www.saharawi.info/
http://it.wikipedia.org/wiki/Sahr%C4%81w%C4%AB
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@JennyPacini I media informativi praticamente hanno oscurato la realtà che sta vivendo il popolo Saharawi e diffondere singnifica far conoscere i soprusi delle tirannie che avvengono sul pianeta
socialab 9 months ago
Ho percorso parecchi km per raccontare con questo video questa drammatica realtà. In realtà il documentario dura molto di più, circa 15 minuti, comprese le interviste. Al più presto lo carico su youtube. Credo sia estremamente 'importante far girare il più possibile la causa di questo popolo in esilio.
Jenny Pacini
Jenny Pacini
JennyPacini 9 months ago