Il 3° ed ultimo estratto propone la conclusione del film. E' il cuore pulsante dell'intera opera, la sua parte più delicata e vibrante; è il momento e il luogo in cui si deve necessariamente affrontare la riflessione, ricercare la verità.
In questa lunga sequenza vengono condensati tutti i grandi temi ed interrogativi dell'autore, i quali, sebbene trovino espressione anche in altre opere sia precedenti che successive, raggiungono proprio qui la loro più brillante e suggestiva manifestazione.
L'assassino, catturato dai malviventi, viene trascinato dinnanzi ad un tribunale popolare improvvisato: vi siedono persone comuni, uomini e donne direttamente colpiti dalla tragedia della perdita della propria figlia, ma anche volgari criminali che hanno essi stessi più di un conto in sospeso con la giustizia. Sono loro a voler giudicare e condannare l'omicida.
Ma ecco che, proprio nel momento culminante, affiorano i dubbi più atroci: può esistere giustizia se a condannare un uomo interviene un tribunale che non ha in realtà alcuna competenza su cui fondare un tale giudizio? Può esistere giustizia se una malattia (gravissima ma involontaria) diventa un motivo di colpa capitale? Può esistere giustizia se, pur condannando severamente il colpevole, ciò non potrà comunque restituire alla vita le tante vittime innocenti?
In questo drammatico finale dove la tensione diviene presto insostenibile, si esprimono il problema lacerante della relatività della giustizia e la vertigine dell'autore avverso la furia cieca della folla, quella folla che, pronta a scagliarsi contro il maniaco per decretarne la morte, al momento dell'arrivo della polizia dovrà invece alzare essa stessa le mani ed ammettere così a sua volta la propria colpevolezza ("chi non ha peccato scagli la prima pietra", sembra volerci ricordare il regista con questa immagine non priva di una certa ironia).
La sola cosa certa, al termine della pellicola, risiede nelle parole sconsolate pronunciate dalla madre della piccola Elsie, che risuonano, fin nel buio, come la più gravosa ed inappellabile delle sentenze (nonché - mia piccola opinione personale - forse anche come monito contro l'allora rampante nazionalsocialismo, che avrebbe indotto alla fuga in Francia e poi negli Usa lo stesso Lang e che avrebbe portato verso il più immane disastro proprio le più giovani ed entusiaste generazioni del Paese).
Domanda: l'intro con Robert de Niro da che film è? Grazie.
Rastafariottantanove 1 month ago
@Rastafariottantanove Ciao Rastafario, è una sequenza tratta da C'era una volta in America (è la bellissima scena in cui Noodles-De Niro torna nei luogh d'infanzia e affacciandosi alla parete come faceva da ragazzo, rivive i suoi ricordi...) :)
VulgarHurricane 1 month ago