Con questo corto realizzato (idea e riprese) in mezz'ora, anche come esercizio, volevo che lo spettatore potesse guardare e ascoltare la musica di queste donne invisibili. Cantano nei treni della metropolitana non vengono mai osservate e ascoltate, sono appunto come invisibili. Eppure rallegrano lo spazio tra le fermate sotterranee. Il ragazzo avrebbe dovuto essere colui che alla fine avrebbe messo a tacere la donna, per sempre. Questa vuole essere un'occasione per la donna zingara di essere guardata e ascoltata. A Violetta ho dato un po' di denaro come dono a tutti quelli che fotografo e riprendo.
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