Frammento del documentario (inedito in Italia) di Kazuo Inoue "Ikite wa mita keredo - Ozu Yasujiro den" (GIAPPONE 1983).
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Nota sul monte Koya:
Il Koya-san è un altopiano del Wakayamaken settentrionale ricoperto da fitte foreste e circondato da otto vette. Il maggiore richiamo di questa zona è il complesso monastico, noto anche come Koya-san, che funge da sede centrale della scuola di buddhismo esoterico Shingon e che oggi conta 110 templi e 7000 monaci. Ogni anno il tempio è visitato da oltre un milione di persone. Nell'anno 816 Kukai (che dopo la morte passò alla storia come Kobo Daishi), fondatore della scuola di buddhismo esoterico Shingon, stabilì in questo luogo una comunità religiosa dopo aver trascorso i primi anni del suo sacerdozio in Cina. Fra le figure religiose più importanti del Giappone, Kukai viene venerato come bodhisattva, oltre che come studioso, inventore del sillabario kana giapponese e calligrafo. Secondo una credenza diffusa, Kobo Daishi riposerebbe nella tomba non morto ma in meditazione, in attesa di Miroku (Mitreya, il Buddha futuro). Nel corso dei secoli, il complesso monastico ampliò le sue dimensioni e richiamò numerosi seguaci della scuola buddhista Jodo (Terra Pura). Nell'XI secolo, tanto tra i nobili quanto tra il popolo, si diffuse la pratica di lasciare vicino alla tomba di Kobo Daishi capelli o ceneri dei propri congiunti passati a miglior vita, in attesa del risveglio del maestro. Tale pratica gode di popolarità ancora oggi.
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