NOLA - Tra polli e conigli come Bernardo Provenzano; nascosto in un cunicolo ricavato nella abitazione- rifugio della latitanza, come Alfieri. Forse in contatto con il fratello Pasquale, superlatitante anche lui, con dei pizzini. E con le foto dei genitori morti affianco al letto. Salvatore Russo avrebbe trascorso buona parte della sua latitanza in questa isolata masseria della periferia di Somma Vesuviana, in via dei Gerani, n.6. Un indirizzo che suona quasi poetico. Una casa immersa nel verde in cui invece viveva nascosto uno dei boss più violenti. La cattura lha raccontata il capo della Squadra mobile Pisani. In un orario scelto non a caso, le 7 di mattina, quando gli investigatori sapevano che, seguendo le sue abitudini, Russo ritornava a casa dopo gli spostamenti notturni e le uscite per cacciare. Lo hanno trovato con la cartucciera da cacciatore indosso. La tana di Russo era una abitazione colonica di proprietà dellaltro arrestato, il favoreggiatore della latitanza Luigi Perna. Davanti alla masseria, gabbie per polli e conigli, stalle. La casa in cui si trovava Perna con la moglie, ed unaltra piccola abitazione nella quale viveva Russo. In cucina, dispensa e frigo pieni, segno che non si trattava di una presenza di passaggio. Nellarmadio, molti abiti. Quando sono entrati, i poliziotti hanno trovato la casa vuota. Hanno rovistato nei mobili, e trovato la prova ultima della presenza del boss in quella casa: in un cassetto della camera da letto cerano le immaginette dei genitori morti. Poi si sono accorti di una differenza tra le mura della cucina, ed hanno trovato, dietro una parete, una botola e poi il nascondiglio in cui si era rifugiato il superlatitante. Un nascondiglio stretto, in cui praticamente le possibilità per muoversi erano limitatissime. Russo aveva con sé una mitraglietta. Non ha fiatato, si è fatto arrestare. Nel rifugio gli inquirenti avrebbero anche trovato dei biglietti che testimonierebbe il contatto vivo e presente con il fratello Pasquale. Elementi importanti per acciuffare laltra primula rossa del clan di Nola. Nel covo sono stati trovati anche appunti sulla gestione dell'organizzazione. Perna, invece, luomo che avrebbe coperto la sua latitanza, sarebbe un semplice contadino, spiegano gli inquirenti. Nella sua proprietà, polli, conigli, e un superlatitante.
FONTE: IL NOLANO
Nola, clan Russo, le sorti degli arrestati
NOLA Dal primo novembre scorso, il sessantaduenne Pasquale Russo, latitante da sedici anni e arrestato domenica scorsa, capo dellomonimo clan dellarea nolana, è rinchiuso nel carcere di Bellizzi Irpino nellAvellinese. Nello stesso luogo, come è stato per un comune periodo di latitanza, si trova anche il fratello quarantasettenne Carmine, irreperibile, invece, da due anni, ammanettato con lui.
Alle 17 e 40 dellaltro giorno, archiviate la confere
sasanapoli70 2 years ago
a Nola so camurrist over..
sasanapoli70 2 years ago
...e il giorno dopo anche il fratello Pasquale e Carmine!!!! E' fernuta a zezzenella!!!
scalpo63 2 years ago
uwa sai mo che ti combinano a poggioreale
skypper09 2 years ago