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Wiener Festwochen 1966 -
Friedrich Gulda, Piano
Wiener Philharmoniker Orchestra
George Szell, direttore
Musikvereinssaal Wien, 5 giugno1966
Il concerto è in mi bemolle maggiore ed è suddiviso in 3 movimenti:
Allegro
Adagio un poco mosso
Rondò allegro
L'allegro apre con una cadenza che presenta carattere virtuosistico a cui segue l'esposizione dei temi da parte di un Tutti orchestrale. Il primo è pomposo e gioioso e si scontra col secondo tema interiore ed essenziale nella scrittura che viene esposto dall'orchestra prima nella tonalità minore rispetto al primo tema e poi dal pianoforte in si minore e nella ripresa in do diesis minore. Il percorso armonico in questo primo tempo risulta piuttosto articolato così da sottolineare la sempre più frequente ricerca da parte di Beethoven di un allargamento delle forme che fin dalla giovinezza era sovente modificare (come dimostrano alcune sonate giovanili e tutte quelle che fanno parte del terzo periodo compositivo di Beethoven).
L'adagio un poco mosso presenta un tema dalla cantabilità estrema unita alla dolcezza sublime tipica dei suoi secondi movimenti. Ricco di trilli che utilizzava per rendere l'effetto del prolungamento altrimenti scadente soprattutto nei pianoforti dell'epoca poveri di sonorità. Anche in questo frangente il pianoforte non è semplice solista ma fuso in un tutt'uno con l'orchestra che prima accompagna il tema eseguito dal pianoforte e poi lo espone accompagnato nel registro acuto dello strumento a tasto (questo movimento sarà utilizzato da Peter Weir per accompagnare l'atmosfera misterica del suo Picnic a Hanging Rock).
Con una modulazione improvvisa tramite una discesa cromatica (si-si bemolle ovvero dominante di mi bemolle) avviene il collegamento col Rondò che presenta subito un'emiolia nel tema che lo rende saltellante e gioioso. La zona centrale diventa una continua proposizione del tema da parte del pianoforte, con accenti particolarmente delicati, a cui segue sempre la risposta imperiosa dell'orchestra. Dopo una sorta di ripresa il dialogo tra pianoforte e orchestra diventa più stretto fino all'arrivo della cadenza finale piuttosto scarna, di poche battute a cui segue un'altrettanto breve coda dell'orchestra a chiudere il concerto (ft. wikipedia)
Friedrich Gulda (Vienna, 16 maggio 1930 -- Weissenbach, 27 gennaio 2000) è stato un pianista e compositore austriaco
Biografia
Nato a Vienna, figlio di un insegnante, Gulda iniziò lo studio del pianoforte con Felix Pazofsky all'età di sette anni; nel 1942, entrò alla Vienna Music Academy, dove studiò pianoforte e teoria musicale con Bruno Seidlhofer e Joseph Marx. Dopo aver vinto il primo premio al concorso internazionale di Ginevra, quattro anni più tardi, nel 1946, iniziò i suoi concerti in tutto il mondo. Con Jörg Demus e Paul Badura-Skoda, Gulda formava quella che divenne nota come la "troika viennese".
Sebbene sia molto famoso per le sue interpretazioni di Beethoven, Gulda suonò anche musiche di Bach, Mozart, Schubert, Chopin, Debussy e Ravel; egli coltivava anche un discreto interesse per il Jazz, e scrisse dagli anni cinquanta in poi diverse canzoni e pezzi strumentali, a volte unendo Jazz e musica classica nei suoi stessi concerti.
Fu proprio questa pratica non ortodossa che, insieme ad altre, gli procurò il soprannome di "pianista terrorista"; Gulda non andava affatto d'accordo con le autorità quali l'Accademia di Vienna, tanto da rifiutare l'anello di Beethoven che gli era stato offerto quale riconoscimento delle sue esecuzioni. Egli finse persino di essere morto alla fine degli anni novanta, consolidando così la sua fama di pianista ribelle. Nonostante questo, Gulda è unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti pianisti del XX secolo. Tra i suoi allievi figura la grande Martha Argerich e Claudio Abbado.
Friedrich Gulda morì d'infarto nella sua casa di Weissenbach (Austria) il 27 gennaio 2000 all'età di sessantanove anni (ft. wikipedia)
George Szell, originariamente György Széll or Georg Szell[1] (Budapest, 7 giugno 1897 -- Cleveland, 30 luglio 1970), http://it.wikipedia.org/wiki/George_Szell
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Gulda's job is much harder than Szell's.
MrChopiano 2 months ago
@No5zap there is no one there, there is a woman in the audience in some shots of him
cubanbach 2 months ago
the moment I saw so many violinist at the background, plus the soloist's first 1 minute of playing, I knew that this is going to be a brilliant concert, and I am very correct... bravo x10 to the power of 10000
DanielPianoForever 3 months ago
@No5zap publikum! in Wien it's normal
soleapieve 4 months ago
una registrazione così è un godimento. nel 1966! perfetta.
soleapieve 4 months ago
why is there a woman sitting next to him on the right?
No5zap 4 months ago
schau mal hir youtube.com/watch?v=2gz6zDCvrPM (du musst es dir kopieren)
kreckerre 4 months ago
Treasure found! WONDERFUL
Sviolinist 4 months ago
Grossartige historische Aufnahme des jungen Friedrich Gulda. Vergleichsweise sehr gute Ton- und Bildqualität und toller Kamerablick auf die Tasten. Danke Gianni!
Wurzelbohrer 8 months ago
already posted
newFranzFerencLiszt 9 months ago