La poca attenzione mostrata dall'attuale storiografia per la riflessione squisitamente filosofica di Tommaso Campanella ha penalizzato la ricezione della figura del domenicano quale esponente di prima grandezza della filosofia rinascimentale. Mentre la produzione di Giordano Bruno, grazie anche a recenti pubblicazioni, conosce una nuova fioritura, l'opera di Campanella sembra invece rimanere estranea a coloro il cui campo d'indagine o d'interesse non coincida con la Rinascenza.
Il presente studio desidera far emergere l'originalità filosofica della speculazione campanelliana e il suo contributo alla storia delle idee. Conosciuto soprattutto come autore della celeberrima Città del Sole, il filosofo di Stilo rivela un impianto speculativo di prima grandezza allorché ci si accosta alla sua vastissima produzione, volta ad indagare ogni ambito dello scibile umano, componendolo organicamente in un unico quadro del sapere.
Per evidenziare la novità della sua filosofia, l'Autrice ha scelto di investigare uno dei punti nodali del suo pensiero: il rapporto che lega l'idea di Dio e l'idea di natura, insieme all'uomo come supremo epigono, considerata l'importanza che tale concezione assume in Campanella quale chiave interpretativa della totalità del reale. Allo scopo di delineare più efficacemente la figura filosofica dello Stilese, si è avuto anche riguardo per la sensibilità tipica del Rinascimento, ponendo in colloquio il domenicano con alcune significative figure del periodo quali Telesio, Bruno, Cusano, Ficino, Della Porta, Pomponazzi, Machiavelli e Galileo.
BRAVA!!!!! veramente una brava e saggia filosofa. Abbiamo bisogno degli studi come queste e aspettiamo che non sia l'ultima opera sua che veda la luce. Che piú posso dire?
gurumbito1 1 year ago