In ogni città esiste un luogo di soglia e confine, dove i desideri e i sogni si manifestano ancor prima dei bisogni, per impulsi e per impatti, brevi e intensi come in una fase R.E.M. Scorrono nella nostra mente al di fuori della nostra volontà, in punti in cui la città appare e scompare, inizia e finisce, un luogo dove chi lascia desidera e chi arriva immagina. Su questa linea sottile nascono le immagini di ciò che potrebbe essere e di ciò che piacerebbe che fosse. Allo stesso modo avviene nel video, dove i viaggiatori si incontrano in un comune flash forward che li trascina in una visione di ciò che il luogo potrebbe essere, per poi ritrovarsi come spaesati attorno a qualcosa che non cè più. La sostanza che sta dietro al progetto del MCF (Museo per la Città di Firenze) è quella di avere non solo un edificio per lesposizione e per le mostre, ma anche di creare un oggetto simbolico allentrata e alluscita di Firenze, una nuova porta di una città che sogna e desidera.
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