Con queste parole l'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito ha descritto la giovane studentessa americana, accusata con il fidanzato dell'omicidio della coinquilina Meredith Kercher. Conversando con la stampa al termne della sua arringa al processo d'appello, la Buongiorno ha sottolineato come Amanda sia bel lontana dalla figura di femme fatale che le è stata cucita addosso, chiamado in causa - come esempio - anche la "Venere in pelliccia" di Lepold von Sacher-MasochDurante l'arringa l'avvocato ha sottolineato come normalmente con un fidanzamento un partner acquisisce la famiglia o gli amcii dell'altro, nel caso del delitto di Perugia, invece, Solecito avrebbe acquisito dal findanzamanto con Amanda lo status di assassino. Un'accusa che tuttavia, secondo la Buongiorno, sarebbe stata smantellata dalla perizia della procura.A proposito della "Venere in pelliccia", l'avvocato Bongiorno ha fatto sapere di aver regalato il libro ad Amanda, che, incuriosita dal riferimento durante la sua arringa, aveva chiesto di poterne ricevere una copia.
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