Inchiesta realizzata nell'ambito di EST, progetto dell'associazione Ilaria Alpi, in collaborazione con FLARE Network e CRJI.
Le indagini sul riciclaggio sono poche, per invertire la rotta c'è bisogno anche del contributo degli operatori economici. La segnalazione di una transazione sospetta può mettere sulla buona strada gli inquirenti nel perseguire l'infiltrazione economica delle mafie. Nel 2010, considerato l'anno boom della lavanderia finanziaria, in Emilia Romagna solo 18 professionisti hanno suonato il campanello d'allarme su un totale di 200 segnalazioni in Italia. Cifre esigue che parlano della difficoltà di ergere la legalità a metro degli affari, soprattutto se si parla di evasione fiscale. Oppure di falso in bilancio. L'Italia è inoltre l'unico paese europeo a non punire l'autoriclaggio. Quando cioè i soldi provento di illecito vengono reinvestisti dallo stesso autore del reato. Chi vende droga e rimette in circolo il denaro, può essere punito per il traffico di stupefacenti ma non per aver riciclato i proventi illeciti. Una grave mancanza che si aggiunge al grande ritardo con cui l'Italia ha recepito gli strumenti di cooperazione rafforzata europea.
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