Vuoi divorziare? All'estero spendi meno, basta un weekend e tutto funziona meglio.

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Uploaded by on Aug 29, 2011

Le coppie italiane in crisi ora vanno all'estero per dirsi addio. Un week-end in terra straniera e il gioco è fatto. L'unico modo per porre fine al proprio matrimonio in modo rapido, senza dover aspettare i quattro anni di rito, che a volte diventano otto: il tempo che occorre dalla separazione alla sentenza di divorzio nel Belpaese.
Se in Inghilterra il divorzio si ottiene quasi subito, in Francia servono da tre a sei mesi e in Spagna ce ne vogliono sei. Basta arrivare con il certificato di matrimonio, il patto di separazione consensuale e prendere la residenza del posto. Una pratica apparentemente semplice che le agenzie "Divorzio express" e "Divorzio comodo" offrono per cifre che vanno da 3500 euro (più iva) in Romania, il Paese più conveniente, a 7000 in Spagna, quello più caro, perché gli avvocati costano di più.
«Li accompagniamo passo passo, pensiamo a tutto noi, biglietto aereo, soggiorno, avvocato, loro non spendono neanche un euro per il caffè. È tutto compreso nel pacchetto», spiega il portavoce dell'agenzia "Divorzio comodo" («la titolare è Caterina Dinca di origine rumena che non parla ancora bene l'italiano»).
«L'importante è che sia una separazione consensuale», avverte. Chi vuole divorziare all'estero deve aver raggiunto precedentemente un accordo su ogni questione economica e, naturalmente, sui figli. E avere la possibilità di poter cambiare residenza per sei mesi. «Non serve perdere quella italiana, per un anno si può tenere la doppia residenza», precisa il portavoce dell'agenzia. E poi in «In Inghilterra gli inglesi non conoscono né il bidet, né la carta d'identità e neppure la residenza: a Londra basta ottenere il domicilio». Le autorità inglesi, però, di recente hanno scoperto un numero spropositato di domicili falsi presi solo per tornare «liberi». Un giochetto costato caro ai turisti del divorzio lampo, multati pesantemente. Anche in Spagna i controlli sulla residenza sono severi. La Romania resta la meta preferita dalle agenzie: l'iter è più snello e veloce.
Le lunghe attese in Italia per svincolarsi da un matrimonio sbagliato, soprattutto per chi intende risposarsi (molti sono recidivi), «stanno alimentando l'escamotage di chiedere giustizia in Francia, Inghilterra, Spagna, Romania e ottenere un divorzio immediato e con spese legali ridotte all'osso», conferma Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione avvocati matrimonialisti (Ami). «La scorciatoia per porre fine a un matrimonio è data dal regolamento 44/2001 del Consiglio europeo che disciplina il diritto commerciale ma anche quello privato europeo: esso lascia dedurre la possibilità di pronunciare una sentenza di divorzio da parte di un qualunque Tribunale dell'Ue a patto che i coniugi siano stabilmente residenti in quel Paese». E quindi senza il supporto dell'agenzia «si prende in affitto un appartamento all'estero, ci si fa intestare il contratto, incluse le bollette e si chiede la residenza. Sei mesi dopo si fa istanza di divorzio al Tribunale straniero prescelto e in pochi mesi si torna in Italia con una copia conforme della sentenza che l'ufficiale di stato civile italiano dovrà semplicemente trascrivere; purché sia stata tradotta in italiano con dichiarazione dell'interprete sulla fedeltà del testo originale.
Per Gassani - che ha verificato le iscrizioni alle anagrafi delle grandi città italiane - le coppie che sono andate a divorziare all'estero sono ottomila in cinque anni. Forse è il momento di abbattere il triennio di separazione legale obbligatorio prima di ottenere lo scioglimento del matrimonio, come sostiene la Lega italiana per il Divorzio Breve, per offrire agli italiani gli stessi diritti dei cittadini europei. Si è andati molto vicini all'approvazione di una legge che riducesse i tempi e semplificasse le procedure durante il governo Prodi. Poi il silenzio.

http://www.libero-news.it/news/810663/Basta-un-weekend-all-estero-per-un-divo...

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