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Uploaded by on May 6, 2011

CITTADINI A META'
Nove volti per un diritto

La campagna dell'ARCI per il diritto di voto amministrativo agli immigrati residenti

Con nove testimonial, provenienti da ogni angolo del mondo - dal Senegal allo Sri Lanka, dalle Filippine alla Russia - tutti regolarmente iscritti all'anagrafe e tutti esclusi dal voto, parte oggi l'incursione dell'ARCI nella campagna elettorale per le amministrative.
Una vera e propria campagna parallela, con tanto di facce in quadricromia, slogan, simboli e santini, lanciata allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo il diritto di voto negato agli immigrati residenti in Italia.
I nove testimoni, che rappresentano idealmente tutti quegli italiani di fatto, privati di un diritto politico fondamentale, sono stati santinizzati dall'ideatore della campagna Francesco Arcidiacono e dai suoi "complici", il fotografo Fabio Monetti e il grafico Peppe Marino. La loro immagine circolerà da oggi in città e in tutta in Italia, grazie a migliaia di bigliettini (elettorali) e ad Internet, mediante i social-network e la posta elettronica, a sostegno del voto amministrativo agli immigrati residenti.

A differenza di quanto accade nella maggior parte dei paesi europei, in Italia gli immigrati extra-comunitari regolari non possono votare neanche alle elezioni amministrative. Considerando le difficoltà di accesso alla cittadinanza italiana, a meno che non sia acquisita per matrimonio (ci vogliono dieci anni di residenza e una certa soglia di reddito), risultano esclusi dal diritto di voto tantissimi immigrati che vivono qui da anni, che lavorano e pagano regolarmente le tasse in questo Paese.

Se ci concentriamo sulla città di Salerno, possiamo fare in breve un punto. Gli stranieri residenti sono circa 4.000, e il 94% circa sono maggiorenni. Tra questi, potranno votare alle prossime elezioni amministrative soltanto i cittadini comunitari che sono circa un terzo, soltanto se si sono iscritti in tempo alle liste elettorali. Tutti gli altri, i cosiddetti extra-comunitari, ucraini e filippini in testa, saranno esclusi dal voto. Stiamo parlando pertanto di circa 2.500 persone.

Si tratta davvero di "cittadini a metà", come recita lo slogan della campagna, anticipata sulla copertina dell'ultimo numero di "ALCHIMONDO", il periodico a diffusione gratuita di ARCI Salerno sulle tematiche dell'immigrazione.
E cittadini a metà sono le cosiddette "seconde generazioni", ovvero i figli degli immigrati nati e cresciuti qui in Italia.
Quasi un milione di giovani che attendono da anni una legge che li faccia diventare cittadini di diritto. Perché oggi, chi nasce in Italia da genitori stranieri, è destinato, una volta maggiorenne, a mettersi in coda per il permesso di soggiorno. E molto probabilmente dovrà attendere anni ed anni prima di poter votare, vivendo così la paradossale condizione di "straniero in casa propria".
Una di questi ragazzi è G.L., studentessa, tra gli amici dell'ARCI che ci hanno messo la faccia, scegliendo di diventare testimonial della campagna.
Ha 19 anni, è nata in Ucraina ed è cresciuta a Salerno. A differenza dei suoi coetanei, dei suoi compagni di liceo, al voto per la prima volta, lei non potrà votare alle prossime amministrative, non parteciperà alla scelta del sindaco e dei consiglieri comunali.

La campagna dell'ARCI vuole provare a dare un contributo per smuovere le coscienze, sensibilizzare l'opinione pubblica, suscitare l'attenzione del mondo politico. A tale proposito, vogliamo citare l'incipit del disegno di legge di iniziativa parlamentare, datato 2009, e rigorosamente bipartisan (tra i primi firmatari Veltroni, Perina, Leoluca Orlando):

"È nostro interesse, come Paese, promuovere l'integrazione e la responsabilità verso la cosa pubblica di coloro i quali sono venuti in Italia con progetti di permanenza di medio o lungo termine e che contribuiscono positivamente alla vita delle nostre comunità. Per questo riteniamo che sia opportuno accogliere l'indicazione venuta dalla Convenzione di Strasburgo del 5 febbraio 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, assicurando a chi è residente da almeno cinque anni nel nostro Paese il diritto di elettorato attivo e, parzialmente, di quello passivo, in occasione delle elezioni amministrative di livello comunale e infracomunale".

Il disegno di legge, che riassume le proposte avanzate sin dal 2003 dai Ds e da Rifondazione, oltre a quella di Fini del 2008, è stato bloccato dal Governo a trazione leghista. Salerno, 6 maggio 2011

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Nonprofits & Activism

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