Brutti sporchi e cattivi
Scrive Alberto Moravia nella sua recensione, scritta all'uscita del film: "In questo Brutti, sporchi e cattivi si direbbe che Ettore Scola abbia voluto riprendere certi schemi del neorealismo. Ma non è così. Lo stile di Scola è diverso da quello di un De Sica almeno quanto i suoi poveri sono diversi da quelli del regista di Ladri di biciclette. Cosa è successo per provocare questa diversità fondamentale? C'è stato quello che Pier Paolo Pasolini chiamava il cambiamento antropologico del consumismo; e che noi, più modestamente, definiremmo la scomparsa della speranza di tempi migliori. A questi tempi migliori, non crede non soltanto Mazzatella che infatti si comporta come in una specie di negativa eternità: ma neppure il regista il cui sguardo è sempre alla ricerca di un effetto che colpisca piuttosto che di un tratto che commuova, testimonia un curioso ritorno del barocchismo irrealista, latente nell'arte italiana. In questo notevole film, l'insistenza sui particolari fisici laidi e ripugnanti potrebbe addirittura far parlare di un nuovo estetismo in accordo coi tempi, che viene ad aggiungersi ai tanti già defunti: quello del «brutto», dello «sporco» e del «cattivo». Comunque siamo in un clima piuttosto di contemplazione apatica che di intervento drammatico. Nino Manfredi ha creato con straordinaria misura e sottigliezza un personaggio memorabile." Il film racconta la vita quotidiana di una famiglia di una baraccopoli romana degli anni '60, una tribù di circa venticinque persone tra genitori, figli, consorti, amanti, nipoti e nonna. A capo di tutti c'è il vecchio Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi): di origine pugliese (di cui conserva il forte dialetto), guercio, dispotico e fedifrago, tratta familiari e vicini al pari delle bestie. Questi possiede un milione di lire, risarcimento dell'assicurazione per aver perso un occhio, ed è ossessionato dal fatto che i parenti glielo possano rubare. S'innamora ricambiato di una prostituta, Iside (magistralmente interpretata da Maria Luisa Santella) con la quale inizia a scialacquare i soldi, e che si porta in casa attirandosi le ire della moglie. Questa, per lavare l'affronto, organizza con tutti i parenti l'assassinio di Giacinto con del veleno per topi nella pasta, ma tutto risulterà inutile: i soldi sono stati troppo ben nascosti dal vecchio che, sopravvissuto al veleno, torna nottetempo alla baracca mentre tutti dormono, e le dà fuoco dopo aver recuperato i soldi, che metterà definitivamente al sicuro facendoseli ingessare al braccio. Il film è girato quasi completamente a Roma, nella zona di Monte Ciocci, dal nome del casale di Ciocci, Torre di guardia, esattamente dopo la Scuola Agraria di via Domizia Lucilla; da qui il panorama che si affaccia sulla Cupola di San Pietro e l'Olimpica. La zona era stata fino al 1977 veramente occupata da baracche piene di sbandati e di operai che lavoravano presso i cantieri di via Baldo degli Ubaldi e Boccea.E oggidi ?
Colonna sonora : Christmas - Unleashed (Christmas Miracle Mix w/ female vocals)
Bello! amo questo film e la tua aggiunta finale mi ha fatto venire i brividi. grazie!
think75ing66 2 years ago 2
Grazie a te ..il film è un capolavoro ..il mondo oggi ..hai perfettamente ragione ..è da brividi ..
Ciao
Walter
Pugacevv 2 years ago