....Alcuni anni dopo un'assistente del carcere contatta Michael in quanto Hanna, prossima a uscire dal carcere, non ha contatti con altre persone se non con lui. Si reca a trovarla una settimana prima della scarcerazione ma alla domanda di lui, se abbia mai pensato al suo passato di carceriera e criminale di guerra, Hanna risponde con durezza: cosa sarebbe cambiato? i morti sono morti. Michael si irrigidisce e conclude freddamente l'incontro, senza peraltro comprendere un'altra frase pronunciata dalla donna: cosa ho imparato? Ho imparato a leggere, che riassume la tragicità della sua esperienza e offre una parziale ma impietosa rilettura di sé. Il giorno prima della data prefissata Hanna si suicida nella sua cella.
La storia si conclude quando, nel 1995, Michael decide di raccontare alla figlia la storia della sua relazione d'amore con Hanna, che fino a quel momento aveva nascosto a tutti tranne che ad una delle prigioniere scampate da bambina all'incendio della chiesa, cui aveva rivelato l'effetto rovinoso della relazione che aveva avuto con Hanna, ma anche il desiderio di lei di donare i suoi averi ai sopravvissuti dei lager.....
"La mia opinione è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua "banalità"... solo il bene ha profondità e può essere integrale” (Hannah Arendt)
Bruna79 1 month ago
quanto amo questo film!
MiriamKappa 6 months ago