Non è certo il primo scrittore che viva all'estero. Ma Nedim Gürsel, uno dei più grandi scrittori turchi viventi, ama pensarsi come un ponte: non solo tra i due Paesi, ma anche tra oriente ed occidente. Fuggito dal suo Paese dopo il colpo di Stato del 1980, ora è cittadino francese e vive a Parigi, dove è direttore delle ricerche al CNRS e tiene conferenze sull'Europa, come quella di qualche giorno fa alla Sorbona.
In Turchia, in questi giorni, è sotto processo per blasfemia, a causa del suo romanzo "Le figlie di Allah", uscito l'anno scorso. Rischia fino a due anni di carcere: il pubblico ministero ha già chiesto l'archiviazione, ma restano alcuni interrogativi. Nedim Gürsel ha accettato di parlarcene.
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