Il mio paese è ombra di collina
aperto ai soffi ridanciani di vento
sublime coagulo di case appannate
bianco lenzuolo di sbiaditi ricami.
Si veste dei fremiti di lampi azzurri
tra le alte ciminiere delle nuvole
che rotolano e ruzzano infantili
occhi spremuti delle lacrime nubili
di donne grigie e mute zitelle.
Il mio paese è suddito di un sole
che scioglie le preghiere di noia e cera
vive tra le grida di gente di cuoio
pelle di animali usati e scordati.
Si alza in volo a sparpagliare i tetti
tra i violenti rimbrotti delle tegole
che colgono acqua lamentosa e cupa
bocche slargate di maldicenza lenta..
Il mio paese è ombra di chiuso cielo,
fascio di ricordi di rovo, dolore che è nebbia.
Koseanghelos & Ninomario
nove giugno duemilaundici
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