Carmelo Bene - XXVI canto dell' Inferno, finale

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Uploaded by on Mar 18, 2008

tratto dal documentario "Bravo! Bene!" di Marco Giusti

Category:

Entertainment

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Top Comments

  • Il problema di fondo è cosa si vuole ottenere con l'atto artistico che si pone in essere. Quella di Benigni non la considero nemmeno un performance artistica, quanto piuttosto una volgarizzazione edulcorata del pathos dantesco. Gassman era e rimane un grandissimo lector dantis, ma appunto, leggeva. Interpretava e "attuava" Dante. Qui è Dante che legge Carmelo Bene, è Dante che interpreta l'ansia, l'afflato vitale indomabile e selvaggio, semi-divino di Bene. Così si crea.

  • @dino1968100,il bello è che gli stai facendo un complimento

    

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All Comments (114)

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  • mi fa cagare..detto in parole povere

  • @matteolegna Per delucidazioni sulla distorsione teoretica del significante cerca qualcosa del filosofo Andrea Pesce a riguardo. Per il resto la disamina che fai dell'interpretazione di Bene mi sembra piuttosto superficiale. Non lo dico per offendere: semplicemente mi sembrano giudizi affrettati e poco ponderati.

  • @TuNonSeiSpeciale Cos'è la "distorsione del significante"?! Se recitare a casaccio senza la più minima corrispondenza dell'intonazione e della ritmica con il contenuto è "distorsione del significante" e quindi un pregio, allora scommetto di saperla interpretare meglio io!

  • (1/3) Mah, un interpretazione così di un testo tanto "alto" e pregno di forza epica come il racconto di Ulisse non mi convince... non capisco cosa volesse ottenere. Una provocazione forse? Di certo non è stato al servizio del contenuto. Questa climax culminante sull'affondamento della nave di Ulisse, come se questo fosse il momento più importante del racconto, fa perdere un sacco di cose.Innanzitutto il tempo della storia, che è già così contratto nel racconto di Ulisse, si perde completamente.

  • (parte 2/3) Il racconto è fatto di scene: il ritorno di Ulisse in patria, la decisione di partire, la partenza, l'ultima esplorazione del Mediterraneo, il raggiungimento delle Colonne d'Ercole, il loro superamento e "l'orazion picciola al cammino", la navigazione nell'oceano e alla fine il naufragio. Tanti episodi che hanno una propria identità, un proprio "carattere patetico" ma che vengono compressi e resi indistinti dalla recitazione di Bene.

  • (parte 3/3) Non si legge il rimpianto, il dubbio di Ulisse, "ma sto facendo la cosa giusta?" oppure il "quella compagna picciola da la qual non fui diseto! (ah! se lo fossi stato! li ho condotti alla morte per la mia presunzione!)" Mancano totalmente la pausa, la riflessione, il tempo del lungo viaggio, gli interminabili giorni passati in mare a seguire la propra insoddisfazione, la presa di coscienza di Ulisse della propria finitudine...

    Mi è sembrato molto banale, se lo posso dire.

  • è la voce di Ulisse che esce dalla fiamma scrollata da vento.

  • BENIGNI DOVE SEIIIIIIIIIII?????

  • La parte iniziale non mi è piaciuta più di tanto,poi però quando descrive il naufragio sembra di essere sulla barca insieme ad Ulisse.

  • Naturalmente se non lo conosci ti turba, ma non sta fingendo recita davvero in questo modo.... questo è il canto in cui Dante incontra l'anima di Ulisse intrappolato in una fiamma, la velocità di recitazione e il tremolio non fanno pensare ad un corpo che brucia ?????

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