Alle fronde dei salici, di Salvatore Quasimodo
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@altogrado7365 All'epoca di Ambrogio anche la lettura privata veniva fatta ad alta voce, residuo della tradizione latina. La prenda così: una lettura privata ma condivisa. Essa non intende assurgere al carattere dell'arte o della recitazione, ma resta nell'alveo intimo della lettura (e dell'ascolto). Io non sto perorando la causa di un cane, sto esprimendo le ragioni precipue e modestissime, anche se non mediocri, della mia lettura, oltre che della mia scelta.
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@MarzioMaria lei non ha parlato. lei ha peroratola causa di un cane che legge in pubblico (le ricordo, con sant'ambrogio, che la lettura privata è un fatto tra sé e sé, non qualcosa da divulgare in rete). ed io, semplicemente per difendere la risonanza artistica, significante, e altro del poeta, avvertivo che non è il caso di registrare stupidaggini. cmq non è una polemica, e voglia perdonare il mio estremismo e i miei modi anticivili.
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@altogrado7365 mi scusi, chi ha mai parlato di attori, recitazione, letture pubbliche? Io ho parlato del confronto diretto tra l'opera poetica (e poietica) e la sua recezione privata. Che poi delle mie preferenze (mie di lettore, non di attore, non di recitatore) io voglia rendere partecipe un numero tendenzialmente gigantesco di persone, questo è altro par di maniche. Ma della scelta, e non della lettura, posso e devo rispondere. Io leggo agli altri come leggo a me.
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@MarzioMaria la lettura è arte, essere attori significa essere artisti al pari di poeti o pittori. leggere in pubblico significa proporsi come attori, e se uno è un pessimo attore rende un cattivo servigio alla poesia e al poeta. è come se uno che non è un poeta si mettesse a verseggiare in teatro.
Non è un difetto nella voce che diminuisce una poesia: che sciocchezza, che ridicolaggine!
Non sono tuttavia d'accordo nemmeno con MarzioMaria in quanto non è vero che la lettura dev'essere neutra. Ora, forse perché sono un attore, ma credo che il testo poetico debba essere profondamente legato, nella voce e nell'impostazione di questa, all'emozione che suscita, al ricordo che attraverso la modulazione vocale può venir meglio materializzato nel declamare.
guisarius 11 months ago
@guisarius Sono io invece d'accordo con lei, Guisarius: la lettura delle poesie che si fa a teatro è molto spesso ammaliante, emozionante. Il patto è che si possegga una certa arte. Arte attoriale, o arte vocale, ma si possegga quel quid pluris che non sottrae alla poesia, ma aggiunge solo. La poesia ha già dentro di sè tutte le emozioni che una buona lettura può solo sottolineare, non tirare fuori. Ma non ci vuol niente a massacrare, con una lettura esagerata, l'intima grazia di una poesia.
MarzioMaria 11 months ago
voce non all'altezza
UNBASICconcept 1 year ago
@UNBASICconcept Ci penserà la poesia ad innalzarla. Non comprendere che la voce è mero strumento, che non intende farsi protagonista, focalizzarsi sul "come" la poesia viene letta, e non sul "cosa" viene letto, è un errore che non intendo avallare.Le poesie di Quasimodo (come tutte) sono pubblicate in molteplici edizioni.Sta a lei prenderne una e leggersele da solo, quando vuole, nel segreto della sua stanza. La mia lettura, che cerca di essere neutra, non può in alcun modo offendere la poesia.
MarzioMaria 1 year ago
al permaloso marziomaria, la tua voce non è degna di questa poesia. punto.
UNBASICconcept 1 year ago
@UNBASICconcept La Poesia è degna di qualunque voce. Infelice quel giorno in cui non resterà nemmeno una voce alla poesia. Punto.
MarzioMaria 1 year ago 2