PRIMO: RENDERE BALNEABILE IL LUNGOMARE DI TARANTO.
Va reso balneabile il Lungomare di Taranto. Attualmente non viene neppure analizzato in
quanto è dichiarato "non balneabile" a priori. Occorre, tramite il
piano regionale delle coste, includere il Lungomare di Taranto nei
tratti di mare di cui verificare la balneabilità. Il Lungomare va
recuperato, riqualificato. e difeso da ogni fonte di inquinamento.
Occorre inoltre il rifacimento della condotta sottomarina per tutelare il mare
di Lido Bruno.
SECONDO: CONTROLLARE LA DIOSSINA TUTTO L'ANNO.
E' indispensabile dare piena applicazione alla legge regionale sulla diossina con il
controllo 24 ore su 24 ore, 365 giorni all'anno mediante il
campionamento in continuo (come prevede l'articolo 3 della legge
regionale).
TERZO: RISARCIRE GLI ALLEVATORI. E' necessario sostenere gli
allevatori rovinati dalla diossina con appositi provvedimenti del
governo centrale, concertati con la Regione, così come è stato fatto
per le emergenze zootecniche in Campania.
QUARTO: BONIFICARE E TUTELARE IL TERRITORIO Occorre analizzare e
bonificare il territorio contaminato per ridare la possibilità di
pascolare e coltivare in modo sano senza l'incubo della diossina e di
altri inquinanti. Questa è la premessa per la rinascita delle attività
legate al territorio e alla sue risorse. Occorre tutelare il
territorio e valorizzarlo, difendendo il Parco delle gravine,
estendendo l'agricoltura biologica e il turismo sostenibili,
promuovendo il riassetto idrogeologico, bloccando l'ampliamento delle
discariche speciali.
QUINTO: MEGLIO ATTIVI CHE RADIOATTIVI! Nessun ritorno alle centrali
nucleari. Già abbiamo la diossina, ci manca solo la radioattività.
Va vietato il transito di sottomarini nucleari nei nostri mari: la
popolazione non è neppure informata dei piani di emergenza, come
prevede invece la legge.
SESTO: NON FORNICARE CON GLI INQUINATORI. Le istituzioni e i partiti
non devono accettare sponsorizzazioni o sovvenzioni da chi inquina.
SETTIMO: NON INQUINARE I CITTADINI. Occorre una netta riduzione degli
inquinanti e un piano di controllo di tutte le emissioni industriali.
Le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) devono prevedere
telecamere e centraline perimetrali di intercettazione delle emissioni
diffuse e fuggitive, obbligo delle migliori tecnologie, limiti agli
incrementi di produzione e la copertura dei parchi minerali dellIlva.
Se l'inquinamento dell'Ilva non diminuisce
occorre valutare l'eliminazione dell'area a caldo, come è stato fatto
a Genova. Non vanno costruiti nuovi inceneritori (producono
"nanoparticelle"). Va vietata la pratica dell'incenerimento delle
stoppie nei campi perché produce diossina. Infine niente sondaggi e
perforazioni petrolifere nel Golfo di Taranto.
OTTAVO: FARE LA MAPPA DELLE MALATTIE E' importante istituire un
Centro Ambiente e Salute vicino larea industriale per controlli
ambientali, avviare lo screening dei cittadini e rendere realmente
operativo il registro tumori. Va fatta una mappa georeferenziata di tutte le malattie
che costituiscono il sintomo diffuso di una "sindrome da inquinamento".
Va garantita la sicurezza e la salubrità nei luoghi di lavoro, assicurando la
sorveglianza sanitaria pubblica dei lavoratori lungo tutta la vita.
Va bloccata in particolare ogni immissione di sostanze cancerogene nei
luoghi di lavoro, come prevede la legge.
NONO: NON SURRISCALDARE IL PIANETA. Non deve essere aumentata la
potenza della centrale elettrica Enipower, altrimenti si aumentano le
emissioni di anidride carbonica e quindi l'effetto serra. E anche le
altre emissioni di anidride carbonica (Ilva e centrali energetiche)
devono essere ridotte utilizzando le migliori tecnologie disponibili.
DECIMO: NON FAR ESPLODERE LA CITTA'. Occorre applicare sul territorio
la legge Seveso (sui rischi di incidente rilevante) dando
informazione alla popolazione sui piani di emergenza, consultandola e
coinvolgendola nella gestione dei grandi rischi.
grazie per il consiglio. Proverò a fare una versione più breve... anche se con 10 comandamenti sarà un po' difficile... :-)
rosbale65 1 year ago