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Luci a Poggioreale

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Uploaded by on Jul 7, 2008

Tutti i diritti riservati ©.
Il servizio è stato comprato e pubblicato dal CorriereDelMezzogiorno(.it) qui:
http://tinyurl.com/6eeo35


Le corse clandestine di cavalli a Poggioreale non sono una novità, sono un appuntamento fisso della "controra" napoletana del sabato, le prime ore del pomeriggio, dalle 15 alle 17 circa di ogni settimana. Via De Roberto, una comune strada cittadina a doppio senso di marcia poco distante dalla Stazione Centrale, con il suo chilometro di rettilineo in asfalto si sostituisce in queste ore alla pista, le macchine degli spettatori si sistemano ai lati della strada e un carosello di motorini fa da scorta ai calessi.
La preparazione dei cavalli dura poco, giusto qualche breve e svogliata sgroppata prima della partenza. Il tempo rimanente è dedicato tutto al riposo, del resto gli animali arrivano a Poggioreale dopo aver macinato altri chilometri, provenienti dalle stalle attrezzate alla buona in qualche terreno isolato, al riparo da occhi indiscreti, nella vicina Barra, Casoria o Ponticelli. La bava alla bocca si riserva per la competizione.
Talvolta i ronzini sono guidati da ragazzini alti a malapena un metro e mezzo, quanto basta comunque per lanciarli a forza di frustate sul percorso oscuro, reso buio nonostante l'ora dall'ombra della superstrada soprelevata proiettata su via De Roberto. Gli automobilisti di passaggio, di solito, davanti al baccano dei clacson e all'assembramento di mezzi, non perdono tempo a farsi da parte mentre a metà strada un nugolo di persone a piedi, accanto ad altre moto parcheggiate, segue la corsa e vigila sullo svolgimento e sugli spettatori.
Già lo scorso aprile le guardie zoofile della Lega antivivisezione (LAV) avevano segnalato la pericolosità delle gare per l'incolumità degli animali e degli ignari passanti. Allora Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio nazionale zoomafia, aveva firmato un esposto alla Procura di Napoli chiarendo: «Bisogna vigilare per reprimere un fenomeno criminale che oltre a esporre i cavalli a maltrattamento, può avere preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata. La pericolosa arroganza di queste organizzazioni si evince anche dalla spavalderia con la quale vengono scelti i percorsi, come il caso di via De Roberto».

Sdd

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