Alberto Aricò, insieme al fratello Enzo, è uno dei pescatori professionisti più attivi ed esperti di Vaccarella. Sono i figli del compianto pescatore Santo Aricò (1931-2011), fratello di quel Nino che nel settembre 1952 venne infilzato da un pesce spada. Mentre Enzo vende il pesce da entrambi appena pescato, una razza catturata con la rete ed un bel po' di spatole abboccate ai numerosi ami del conzo di profondità, Alberto prepara quest'ultimo, in questi giorni calato nello specchio d'acqua antistante l'Acciaieria per catturare, ad una profondità di 200-250 metri, non solo spatole, ma anche gronghi, mostine e merluzzi. Questo conzo, che viene calato e subito salpato, non è comunque l'unico ad essere utilizzato dai fratelli Aricò, che ricorrono anche a quello denominato "filiùsa" e calato a 20-30 metri di profondità: è capace di catturare saraghi, occhiate e, tra l'altro, luvari.
Ad eccezione del conzo impiegato a galla per la pesca (nei mesi di maggio-giugno) di tonni e pesci spada, oggi proibita, praticano quasi tutti i mestèri, dalle nasse di plastica alle battùglie di profondità ed alle reti da posta fisse della piccola pesca costiera.
Alberto ed Enzo possiedono due grandi barche in legno, una - lunga 7,5 metri e di colore verde - costruita nel cantiere Lombardo di Alì Marina, l'altra, di dieci metri di lunghezza, costruita invece in Calabria. Le utilizzano entrambe, potendo così effettuare con una la pesca con le nasse o col conzo e con l'altra quella con le reti.
Ottimo lavoro!
franbla84 1 month ago