La poesia "Donna" di Joumana Haddad.
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio,
chi vedo quando chiudo gli occhi,
come vengo sospinta quando vengo sospinta,
cosa cerco quando lascio libere le mie mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame, quando parto,
quando cammino e quando mi perdo.
Nessuno sa che per me andare è ritornare, e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera, e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
Ed io glielo lascio credere
E creo.
Hanno costruito per me una gabbia
affinché la mia libertà fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro, con e senza di loro,
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua,
Tuttavia la loro lingua si avvinghia intorno
alle dita del mio desiderio,
e al mio desiderio non impartiscono ordini.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà.
Ed io glielo lascio credere... e creo.
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