26 Aprile 2006. L'ennesimo oltraggio a Sopravvissuti e superstiti della più grande e misconosciuta strage di mafia di questo Paese. Un processo farsa e immondo, costruito con prove fotografiche false e intestato a un latitante. Ma firmato e portato avanti da un sindaco mafioso e bugiardo allo scopo di schiacciare una coppia di pensionati che ebbero le famiglie trucidate dall'onda e più tardi si sposarono.
Vincenzo Teza, 21enne, rimase solo e senza il suo paese natìo il 9 ottobre 1963. Perirono 8 suoi familiari, tutta la sua famiglia. Ed egli stesso ne recuperò i resti dal fango lungo il Piave.
Si era opposto civilmente, via lettera, tre volte al sindaco, persino allaCorte di Strasburgo e al Quirinale - naturalmente inascoltato - per far valere le sue legittime ragioni quando nel 2004 il Cimitero di Fortogna venne raso al suolo. Spostò allora 4 cippi, per non ritornare mai più nel sito. E si autodenunciò da solo. Per trovarsi incriminato per "vandalismo" su 7/8 cippi fatti trovare smontati dall'impresa appaltata, che aveva fatto avere problemi d'immagine al sindaco, avendo distrutto colla ruspa le inumazioni.
E al sindaco non parve vero. Aveva già sfrattato i Sopravvissuti nell'ottobre del 2004.
Sono d'accordo con la signora...non si può passare con le ruspe sulla Memoria...
qualcosanelnulla 1 year ago