Giorgio Gaber - L'elogio della schiavitù (prosa) '97

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Uploaded by on Mar 21, 2009

Forse di non facile comprensione il messaggio contenuto in questo monologo del '97.
L'intento di G/L non era certo quello di auspicare una limitazione della libertà, ma bensì evidenziare il nostro difficile rapporto con l'essere liberi, ed il cattivo uso che spesso facciamo di questa condizione.
Perchè essere liberi non significa solo assenza di dittatura, ma capacità di crescere e dare significati alla vita.
Da "Un'idiozia conquistata a fatica".

Category:

Entertainment

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Top Comments

  • Spettacolare!

  • @sabinabarbara Perchè era intelligentissimo, di un tipo di intelligenza difficile da trovare oggi. Sapeva osservare attentamente tutti gli aspetti dell'essere umano e della vita, e lo faceva con amore ed empatia, coinvolgendosi in prima persona in tutto. La sua forza era l'amore e la spinta verso la vita, che porta curiosità e voglia di capire.

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All Comments (9)

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  • Mi manca, mi manca... come Leonardo Sciascia

  • @92ignoto Certo, bisognerebbe ricordarlo più spesso Luporini, ma Gaber ci metteva tutta la sua persona, stava sul palco con tutta la sua espressività ed energia, e le cose che hanno costruito insieme facevano comunque parte del pensiero di entrambi, le elaboravano insieme. Si tende a "dimenticare" Luporini anche forse a causa del carisma di Giorgio, ma è indubbio che nessuno dei due senza l'altro avrebbe fatto tutto quello che conosciamo. Grande gratitudine e affetto per entrambi.

  • @pulce57 dciamo che i meriti vanno pure a Luporin che scriveva i testi

  • Stupendo monologo... anche se quelli di Gaber non dovremmo mai definirli letteralmente "monologhi"... perchè la sua grande autoironia e l'ironia verso i comportamenti "umani" lo hanno portato ad essere "specchio". Uno specchio limpido dentro il quale ognuno poteva vedersi nella sua nudità originale. Giorgio faceva "riflessioni" non monologhi... come uno specchio e non come una mente che esondava di sé. Giorgio recitava Giorgio per non urtare nessuno, ma egli, in realtà, era tutti NOI.

  • Mi manchi Signor "G"!

  • "Un'idiozia conquistata a fatica" per me è il vertice dell'intero Teatro-Canzone di Gaber / Luporini

    :)

    :)

    :)

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