Poesia di Julio Cortàzar (tradotta da Eleonora Mogavero)
Tratta da Lulio Cortàzar, "Ultimo Round", ©2007 Alet Edizioni,Padova pp.224-225.
DIO DEI CORPI
"...prendi quell'arco per il quale sei su tutti vittorioso,
o Cupido, e configgi i tuoi celeri stralinel petto del dio..."
Ovidio, Metamorfosi, libro v
Sei il dio dei corpi, dai e togli il miele dell'abbraccio più profondo,
godi del nostro grido, nella graduale ascesa al godimento
per poi fluttuare nel riposo,
medusa in dormiveglia tra l´'acqua e il sole.
Ma se aspetti
nel verbo sei ancora più temibile,
ti celi dietro ogni nome, e quando
torna dallóblio una parola che pronunciavamo
tra baci, lacrime, Londra,
oh il più amato dei padroni, come pianti
il tuo strale di spume infinite in mezzo al mio ventre,
le tue unghie di tortura in piena bocca!
Non posso dire notte, dire lacrima,
lanciare in volo la colomba del suo nome sui tetti di parigi,
ripetere il suo sussurro di alveare,
essere nelle sue dolci sillabe vento e campana,
perché sei lì anche con i tuoi mastini e le tue aquile,
sola realtá di tanto oblio e tanto tempo,
il padrone della risata di marmo contro il cielo,
il sesso zenitale e il notturno dorso.
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Il viaggio favoloso
immobile nella vertigine i tuoi capelli e le tue orecchie
il viaggio lancinante
i vortici della cascata
il fragore di chi cade la tua nuca la tua gola
l'ancora che riemerge con alghe e limo
la sirena nella nebbia la tua schiena la tua cintura
Fascinosi versi, carichi di intensa suggestione!
Dayameera 1 year ago
te escucho... una y otra vez. Toda tu voz.
Lalyorona 2 years ago