«Non ho dubbi sulla fede del Romanino, benché drammatica, benché turbata da episodi strani». Così Pier Paolo Pasolini chiudeva, sinteticamente, una conferenza tenuta a Brescia in margine alla grande mostra dedicata nel 1965 al pittore bresciano. Pasolini parlava da non addetto ai lavori, davanti a una platea foltissima che cercava una chiave per decifrare questo genio così anomalo del Cinquecento lombardo. E Pasolini li accontentò con una relazione in cui lasciava trasparire il suo amore travolgente per Romanino, ma in cui conservava anche la distanza critica per aiutarne la comprensione. Ebbene, secondo lui, lanomalia del pittore bresciano consisteva nel suo modo di essere anticlassicista, cioè di opporsi alla tradizione vincente ma ormai declinante del Rinascimento, senza rinchiudersi per questo nelleclettismo dei manieristi.
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ejkcor 11 months ago
Molto interessante questo video.
Vedere il Romanino di Pisogne fa sempre piacere.
bartolomeoner 2 years ago