Manca ancora lufficialità della notizia, considerato che negli ambienti investigativi regna il massimo segreto, ma la bomba giornalistica, come si dice in questi casi, è già scoppiata. Lanticipazione, questa mattina, è affidata alle colonne del Giornale di Sicilia. Carmelo Barbieri, 49 anni (nella foto), inteso U prufissuri, avrebbe deciso di collaborare con la magistratura. Sarebbe stato già ascoltato in Procura in più di unoccasione, raccontando le proprie verità. Carmelo Barbieri, arrestato il 19 gennaio scorso nellambito delloperazione antimafia Atlantide-Mercurio, eseguita dai Carabinieri, è considerato un pezzo da novanta. Numerose indagini delle forze dellordine suffragate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, lo hanno indicato come il reggente operativo della famiglia mafiosa di Cosa Nostra, braccio destro del boss Giuseppe Piddu Madonia. Sposato con la figlia di Carlo Domicoli, ucciso nel 1987 in un agguato di mafia, avrebbe scalato le gerarchie di Cosa Nostra sino ad avere pieno potere sulle famiglie di Gela, Niscemi e Resuttano. Ed è proprio da Resuttano, un piccolo centro del Nisseno, che Barbieri, professore di educazione fisica, arrivò a Gela negli anni Ottanta, per un incarico a tempo indeterminato nellinsegnamento scolastico. Il nome di Carmelo Barbieri è legato anche allinchiesta antimafia Grande Oriente . Condannato a 24 anni di reclusione, non aveva mai scontato un giorno di carcere perché il giudice Edi Pinatto, non aveva depositato la sentenza dopo otto anni. Fu il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, a squarciare il velo sulla vicenda. Del caso se ne occupò anche il Consiglio Superiore della Magistratura: il giudice lumaca fu rimosso dallordine giudiziario. Lo scorso anno, proprio di questi tempi, il Venerdì Santo, il primo cittadino si ritrovò alle sue spalle lo stesso Barbieri sfilare con la moglie durante la processione verso il calvario.Il neo collaboratore di giustizia finì nellocchio del ciclone, anche, nellottobre del 2007 per un tentativo di sequestro di persona, poi derubricato dalla Direzione Distrettuale Antimafia dii Vincenza, in tentativo di rapina ai danni dei fratelli Sebastiano e Nicola Bovo, orafi di Trissino.
Tornando allultima inchiesta Atlantide-Mercurio, che portò allincriminazione di 24 persone, Barbieri deve rispondere di associazione mafiosa, estorsioni, usura e illecita concorrenza mediante violenza o minaccia. Adesso il pentimento e linizio della collaborazione. Se la circostanza dovesse essere confermata (e pare che quantomeno non venga smentita), molti personaggi coinvolti negli affari illeciti con la mafia gelese, staranno cominciando a tremare.
ehiiiiiiiiiiiiii
jjoe663 2 years ago