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Fate e Gnomi: Massimo Polidoro alla TV Svizzera - Seconda parte

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Uploaded by on Sep 15, 2009

Ospite per una lunga puntata di "Latele" (sulla TV della Svizzera italiana), Massimo Polidoro parla di gnomi, fate e folletti con i conduttori, Daniele Rauseo e Sandy Altermatt. Nel corso del programma, inoltre, discute del CICAP e delle tecniche di indagine usate dal Comitato, oltre che di alcuni aspetti di psicologia dell'insolito.

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  • Alla prima lezione di fisica al liceo (non all'università) mi hanno insegnato che "il corretto metodo scientifico" tiene conto prima di tutto dell'affidabilità delle fonti e degli strumenti di rilevamento dati... possibile che siano veramente così pochi gli scienziati o i paladini della scienza che si rendano conto che prima di tutto devono considerare i limiti del corpo umano nel rilevare dati e nel vedere "il creato"?

  • ma credete davvero che l'uomo sia diventato talmente perfetto da poter capire tutta l'esistenza al punto da negare quelle parti che non riesce a spiegare/dimostrare/capire? Questa arroganza è spiazzante. Che poi ci siano bufale e fraintendimenti nel mondo del "paranormale" è palese, ma veramente, vorrei che qualcuno, in modo molto sereno, mi spiegasse da dove deriva tutta questa sicurezza della conoscenza.

  • Perché quindi tutti questi soggetti che fanno loro "missione" lo sfatare inesorabilmente qualsiasi cosa la scienza non possa dimostrare (talvolta arrampicandosi sugli specchi o spacciando per scientifiche spiegazioni sempliciotte o tirate per i capelli) non provano ad affrontare "il paranormale" (termine fin troppo generico) con un approccio più creativo che distruttivo?

  • sull'osservazione e la sperimentazione e proprio per questo le sue verità sono limitate dal momento che lo strumento con rileviamo i dati è il corpo umano, che la scienza stessa ha dimostrato essere imperfetto e fortemente limitato nella percezione. Ricordo che secoli fa si rideva di chi parlava di Terra "sferica"... perché la si vedeva "piatta"... e chi sosteneva queste idee non era visto come scienziato (oggi lo reputiamo così), ma veniva messo al rogo.

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