Mentre a giugno di quest'anno una
circolare del Consiglio Nazionale
dell'audiovisivo in Francia vietava alle
emittenti televisive di chiamare per nome i
più famosi social network Twitter e
Facebook all'interno delle loro
trasmissioni, in Italia l'universo social vive
un periodo felice grazie e soprattutto a
trasmissioni televisive che hanno quasi
incorporato internet come strumento di
condivisione per quegli utenti/spettatori
che hanno voglia di intervenire in diretta
come dei veri e proprio "opinionisti" 2.0.
Per un programma televisivo essere
veramente social non significa avere una
pagina su Facebook. Significa stabilire un
rapporto fiduciario e duraturo nel tempo,
raccogliere i feedback da un pubblico
attento, favorire un'interazione in tempo
reale fra la TV e le persone e far si che
possano essere co-produttori di contenuti.
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