CUNCORDU LUSSURZESU - DROMOS1999 -

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Uploaded by on Sep 18, 2008

Oristano 12 settembre 1999


Dromos, il cuore della Sardegna
A Oristano un Festival di musica etnica dedicato al suono dellisola
COUS COUS - ANNO II, NUMERO 8 - OTTOBRE-NOVEMBRE 1999
Fabrizio Giuffrida

Nel mese di settembre si è svolta a Oristano unimportante manifestazione che ha visto la partecipazione di molti grandi nomi dellodierna scena musicale sarda. Nata per volontà e fede di Salvatore Corona e Roberto Delogu dellagenzia Applausi, Dromos deve il suo nome a un elemento architettonico del nuraghe: il corridoio che permette di entrare nel cuore della costruzione. Dromos è quindi la via daccesso al cuore della Sardegna, alle ricchezze della sua cultura e della sua musica, ma anche in senso inverso, una porta aperta verso lesterno. La creatura di Corona e Delogu, infatti, non si propone solo di scattare unistantanea del panorama musicale odierno nellisola, ma intende anche essere un trampolino di lancio per esportare la musica sarda nel mondo. Se questa prima edizione è stata interamente dedicata alla Sardegna, già la prossima comprenderà artisti provenienti da diverse aree del mediterraneo.
La due giorni oristanese ha riscosso un notevole successo di pubblico, quasi quattromila paganti, grazie anche alla caratura degli artisti presenti: Tenore Antonia Mesina di Orgosolo, Trio Cocco, Lidia Murgia, Marino De Rosas, Argia, Antonello Salis, TancaRuja, Marras, Cordas et Cannas, Tenores Santa Sarbana di Silanus, Sardus Pater, Totore Chessa, Enzo Favata Quartet, Su Cuncordu Lussurzesu, Elena Ledda & Sonos, Benito Urgu , Andrea Parodi.
Le tradizioni dellisola erano rappresentate dal canto a tenore, essenzialmente profano e legato allambiente pastorale, dal canto delle confraternite, religioso e legato ai rituali della settimana santa, e dalla musica per organetto.
Capitanato dalla bella voce di Giovanni Pira, poeta ad autore di molti dei testi del gruppo, il Tenore Antonia Mesina di Orgosolo ha proposto tre brani, una boche a sa seria, una boche a sa lestra e unanninnia, riscuotendo un meritato successo.
Su Cuncordu Lussurzesu è invece costituito da quattro giovani che, dopo il loro apprendistato presso gli anziani della Confraternita del Rosario, hanno deciso di fondare un gruppo autonomo e diffondere la conoscenza del patrimonio tradizionale di Santulussurgiu. La loro esibizione a Dromos è stata molto apprezzata dai presenti, e aspettiamo una loro prova discografica.
Assoluto fuoriclasse dellorganetto diatonico, Totore Chessa ha conquistato il pubblico con la sua bravura e la sua comunicativa. A distanza di anni, e dopo averlo visto dal vivo molte volte, chi scrive resta ancora stupito dellenergia che questo figlio di Irgoli è capace di trasmettere semplicemente suonando il proprio strumento.
Esiste poi in Sardegna una vasta produzione musicale che, sia pure inserita nel mercato discografico globale, e senza disdegnare influenze a tratti jazzistiche altrove più marcatamente pop, mantiene un forte legame con le tradizioni isolane. Andrea Parodi ha proposto brani del suo Abacada, un progetto musicale di grande spessore nel quale lex voce solista dei Tazenda snoda un percorso fatto di storie, leggende e ricordi personali.
Gli Olbiesi Cordas et Cannas hanno invece presentato le composizioni del loro nuovo disco Fronteras, senza tuttavia dimenticare cavalli di battaglia come Abba a bula, Nanneddu meu e Su testamentu, spingendo i presenti ad abbandonare le sedie per riunirsi in un ballo collettivo ai piedi del palco.
Impressionante lesibizione di Antonello Salis, jazzista ben noto anche oltre i confini nazionali, che ha suonato tre brani di altissima intensità alternando la fisarmonica la pianoforte. A tratti accarezzandoli, a tratti quasi violentandoli, tra delicatezza e irruenza, Salis ha esplorato tutte le possibilità timbriche degli strumenti facendoli cantare , piangere, ridere e urlare e tratteggiando una geografia della propria passione. Ostico per alcuni, ma assolutamente imperdibile.
Non è mancata poi una parentesi di cabaret, con il più celebre comico sardo, Benito Urgu: con gonna e fazzoletto in testa, e i suoi inconfondibili baffoni neri, ha impersonato uno dei suoi personaggi favoriti, la signora Desolina Vacca che delirava sulla morte del marito, deceduto in seguito a overdose da Viagra Risate fino alle lacrime e crampi allo stomaco per tutti i presenti e applausi scroscianti per lattore oristanese.

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All Comments (11)

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  • Mais j'en peut plus!!! Trop trop beau trop AV

  • @fruconi No semus italianos,no d'ausu a esser mai (Antoni simon mossa)

  • Ho avuto modo di cantare insieme a loro a Bulzi......fenomenali.....vera­mente.....

    complimenti...

  • hermoso

  • Straordinari! Tino Spanu (basso): che Voce!

  • s'indipendenzia este unu faeddu troppu mannu semmus italianos e fieros de essere SARDOS

    saludos amigu

  • Wonderful harmonies. Congratulations

  • Bellu Meda!

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