In strada a protestare, davanti alla sede della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Italia dei Valori esprime con un corteo la propria voce di dissenso contro latteggiamento del Governo nei confronti del servizio pubblico a cui vorrebbe imporre un bavaglio preventivo.
Report senza tutela legale, Annozero partito dopo una corsa ad ostacoli di tipo burocratico e con il contratto del giornalista Marco Travaglio non ancora firmato dal Direttore Generale, Ballarò e Che Tempo che Fa additati da Silvio Berlusconi nel corso di un deprimente, e bocciato dal pubblico Porta a Porta, rappresentano per il Governo fonti di informazione che contrastano il clima di propaganda che accompagna lazione dellesecutivo.
INSERT DONADI
Una protesta per ristabilire un circuito di legalità tra lazienda radiotelevisiva di Stato e gli unici organi che possono vigilare sulla corretta esecuzione del contratto di servizio e la garanzia della maggiore pluralità.
Lintervento del Ministro Scajola che ha chiesto direttamente ai vertici di Viale Mazzini di intervenire sul programma di Michele Santoro e lintervento del sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani che vorrebbe spingere lAGCOM a pronunciarsi sui contenuti di un programma ancora non andato in onda sono segnali, profondamente negativi, di un tentativo tanto plateale quanto clamoroso di normalizzare linformazione pubblica.
Italia dei Valori chiede, da tempo, una revisione della legge che regola il servizio pubblico per porre fine alla lottizzazione dei partiti. Un appello ignorato, come tanti altri, da parte degli stessi TG Rai che ormai da tempo negano al partito di Antonio Di Pietro una presenza allinterno dei notiziari nonostante questo abbia raccolto alle ultime elezioni europee l8 percento dei consensi degli italiani.
INSERT DONADI
E per ristabilire che la Rai svolge funzioni di interesse pubblico. Dunque è dei cittadini.
INSERT BELISARIO
In questi giorni fa una certa impressione la campagna contro il pagamento del canone RAI lanciata dal principale quotidiano legato alla famiglia del Premier, il Giornale, partita dopo la prima puntata di Annozero che ha mandato in onda le immagini del Premier incalzato da un giornalista spagnolo e del Ministro Brunetta che se la prendeva con il mondo della Cultura italiana che rischia il collasso per via dei sempre più miseri contributi statali.
Immagini che i telegiornali del servizio pubblico non hanno trasmesso. A differenza di Annozero. Una colpa grave, quindi, che il Governo intende far pagare al conduttore già epurato nel 2002.
Questa volta però Berlusconi evita lattacco frontale e incarica un suo Ministro, Claudio Scajola (attività produttive), ad intervenire apertamente sui vertici della RAI.
Un gesto gravissimo perché non esiste, né sulla legge né sul contratto che regola il servizio pubblico, la fattispecie di un controllo diretto da parte del Governo. I vertici RAI, infatti, sono tenuti a riferire solo alla Commissione Bicamerale di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi, dunque al Parlamento.
Peccato che nessun cittadino possa impedire che parte delle proprie tasse finisca nelle mani di quei giornali che attraverso il finanziamento pubblico alleditorìa, di partito e non, possono permettersi di attaccare il servizio televisivo pubblico facendo il gioco, in questo caso, del principale concorrente. Ovvero il gruppo televisivo che fa capo al Presidente del Consiglio pro tempore Silvio Berlusconi.
Molti obiettano che anche Di Pietro abbia invocato la sospensione del pagamento del canone. Ma con ragioni ben diverse. Italia dei Valori si batte contro una RAI vittima dei partiti che la colonizzano e la soffocano. La campagna del Giornale di Feltri è animata dal desiderio di tappare la bocca ad una voce fuori dal coro.
La RAI, quando governa Berlusconi, perde i diritti tv sul Calcio e le principali competizioni sportive a vantaggio di Mediaset. Sempre a vantaggio del biscione luscita della RAI dei suoi 10 canali dal pacchetto SKY di Murdoch che avrebbero offerto a Viale Mazzini oltre 120 milioni di euro.
E la strategìa che mira a introdurre un sistema di controllo preventivo dei programmi trasmessi sulle frequenze del servizio pubblico che non ha precedenti in Italia e che la Corte Costituzionale, ha escluso in maniera categorica con una recente sentenza.
Forse, in altre parole, è quello che il senatore Pancho Pardi chiama il Governo Mediaset.
INSERT PANCHO PARDI
La resistenza civile prosegue nei prossimi giorni. Nel frattempo possiamo fare tesoro delle parole di un grande del giornalismo italiano purtroppo scomparso. Vittima illustre dello strapotere berlusconiano. Enzo Biagi.
INSERT BIAGI
Scajola se solo un miserabile servo a servizio del padrone..
Salvador168 2 years ago 11
Governo Dittatura & Censura. tutti in Piazza il giorno 3
mauricio3333 2 years ago 9